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L’arte di mantenere sana la voce

L’arte di mantenere sana la voce

Come farla sopravvivere nella giungla di Internet


Da oggi troverete in tutte le librerie, anche online, un mio nuovo eBook che ho intitolato “L’arte di mantenere sana la voce”.

E’ un eBook di 100 pagine che include gran parte dell’esperienza che ho accumulato negli anni sia lavorando, sia ricevendo ogni giorno decine e decine di email con richieste d’aiuto da parte di persone più o meno disperate del fatto che in qualche modo si rendono conto di non riuscir più ad usare la loro voce nel quotidiano.

Il mio impegno sociale è noto da tempo. Oltre alle varie attività che passano in sordina, rispondo di persona sempre a tutte le email che ricevo e offro sempre a tutti un incontro di valutazione vocale direttamente con me. Questo può sembrare poco, ma a lato pratico mi tiene molto impegnata.

In base alle email che ricevo pare proprio che il “fai da te” e soprattutto i video tutorial su YouTube siano alla base di tante vocalità compromesse. Dato che sarebbe sconsiderato da parte mia additare tutto come “dannoso” o “incompetente”, ho preferito darvi modo di comprendere da soli quando qualcosa è sicuramente da evitare e non professionale.

Nella speranza di riuscire a “salvare” preventivamente almeno una parte di queste persone, dato che l’argomento “salute vocale” è per me molto importante, ho deciso di rendere disponibile questo ebook anche in forma gratuita attraverso il mio sito.

Vi chiedo di aiutarmi a diffonderlo il più possibile attraverso i vostri social, i vostri blog o qualunque altro sito. L’unica raccomandazione è quella di condividere il link dove scaricare l’eBook e non l’eBook stesso. Condividere il link significa condividere questa pagina:

https://www.inbornvoice.com/it/arte-di-mantenere-sana-la-voce.html

e non il suo contenuto, infatti il libro è protetto da copyright e condividere il PDF vi manderebbe incontro a inutili problemi.

Ecco dove scaricare gratuitamente l’eBook “L’arte di mantenere sana la voce” by Mylena Vocal Coach.

L’eBook include le mie 5 regole d’oro, 28 Consigli pratici e ben 25 testimonianze così che possiate comprendere l’entità del problema.

Per chi preferisce il formato cartaceo o utilizzare un dispositivo Kindle, ho chiesto all’editore di pubblicarlo al prezzo di realizzo, per cui lo troverete davvero economico.

Quando è bene stare in silenzio e quando è meglio parlare?

Quando è bene stare in silenzio e quando è meglio parlare?

L’essere umano è stato dotato dell’incredibile super potere del libero arbitrio, ovvero può scegliere tra più possibilità di azione. Come sempre, un grande potere comporta grandi responsabilità. 

Una delle decisioni quotidiane che si compie in continuazione riguarda proprio la voce, ovvero se parlare o se stare in silenzio. Chiaramente quando si decide di parlare poi occorre anche decidere cosa dire, quando si decide di stare in silenzio, poi occorre anche accettarne di buon grado tutte le conseguenze.

Questo argomento è talmente importante che praticamente a tutti i più grandi pensatori è stato attribuito qualche aforisma a riguardo. Ad esempio Oscar Wilde è rimasto famoso per il suo “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”, Blaise Pascal per il suo “In amore un silenzio vale più di un discorso”, ma quella che preferisco è di Jean Paul Sartre “Ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio pure.

Nella mia esperienza trentennale di Vocal Coach ho aiutato persone tendenzialmente silenziose a dar voce alle loro emozioni e ho persone un po troppo chiacchierone a dare ascolto alle loro emozioni. Nel mio libro La via della Voce parlo più volte del Silenzio: se ci si ferma ad ascoltarlo per bene, è tutt’alto che privo di interesse o di musicalità. Tanto è vero che Miles Davis soleva dire “La vera musica è il silenzio. Tutte le note non fanno che incorniciarlo”. 

Quindi come fare a capire quando è bene stare in silenzio e quando invece è opportuno parlare, per spiacevoli che queste due situazioni possano essere?

Chi mi conosce sa che non possono esistere risposte “standard”, ovvero che vadano bene per tutti, però posso rassicurarvi: esiste un semplice indicatore che vi può aiutare a comprendere quale scelta compiere. Dato che nella comunicazione verbale, come in tutte le altre relazioni umani, raramente viene concessa una seconda opportunità per parlare, per spiegare o per esprimersi. È quindi indispensabile imparare questa sottile “arte” un poco alla volta, anche grazie al mio supporto di Vocal Coach. 

Questo miracoloso indicatore che può aiutarvi in questa scelta amletica siamo noi stessi, grazie alla nostra Inborn Voice. Detto così sembra semplice, ma in realtà solo noi possiamo sapere, istintivamente e inconsciamente, perché scegliamo se parlare o tacere. Le motivazioni fornite dalla nostra logica possono essere le più disparate, ma io parlo di motivazioni che rispondono a un differente stato di coscienza, ovvero provengono dalle emozioni. A volte si parla solo per chiarire a noi stessi un pensiero, altre per riempire il silenzio. A volte si sta zitti perché si temono le conseguenze delle parole dette, altre per assaporare l’intensità di un momento.

Come ho detto prima, quale che sia la scelta, si dovranno affrontare delle conseguenze. E anche se alla parte logica non ci importa nulla delle conseguenze, queste accadranno comunque e influenzeranno la parte emozionale. 

La maggioranza delle persone che aiuto soffre dell’incapacità di comunicare agli altri il proprio pensiero per paura di un’emozione negativa correlata ad uno specifico tipo di conseguenza. Eppure stando in silenzio o riempiendo il silenzio con frasi di circostanza o discorsi in vano, altre conseguenze ricadranno nella nostra vita. Non si ha modo di sapere se saranno peggiori le conseguenze di una scelta piuttosto che l’altra. 

Ad esempio se si sceglie di volere parlare, magari per convincere una persona amata di una propria idea, si rischia di incrinare per sempre la propria relazione. Se si sceglie di stare in silenzio per evitare di incrinare il rapporto, si rischia di tenersi dentro qualcosa che pian piano ci consumerà dall’interno. Nessuna scelta è semplice, bisogna imparare ad ascoltare se stessi e il proprio silenzio interiore per riuscire a compiere quella migliore. Infatti non tutti i mali vengono per nuocere, infatti a volte le conseguenze più temute sono proprio quelle che riescono a dare una svolta alla propria esistenza.

Quindi, in definitiva, il miglior consiglio che posso darvi è quello di essere egoisti e di scegliere pensando con la vostra testa e ascoltando la vostra Inborn Voice.

Che cosa significa parlare sinceramente?

Che cosa significa parlare sinceramente?

Parlare sinceramente è qualcosa di tanto semplice quanto complesso. Sicuramente i bambini piccoli sono sinceri, almeno fino a che non gli viene insegnato a mentire. In La via della Voce ho sviscerato profondamente quello che intendo per “mentire”, per cui vi invito ad approfondire l’argomento leggendo il libro.

In questo contesto è meglio indagare il significato di sincerità, infatti spesso si da per scontato cosa realmente significhi. Non vuol dire altro che “interamente puro”, ovvero “interamente senza mescolanza”. Si sta esprimendo l’idea di qualcosa che sia composto tutto della stessa sostanza. Ad esempio un gelato alla crema è “sincero”, un variegato all’amarena no, perché oltre alla crema contiene anche lo sciroppo d’amarena.

Quindi parlare sinceramente, in qualche modo non implica per nulla il “dire la verità”. Non impedisce di raccontare una menzogna, non richiede di parlare “con il cuore”, non richiede autenticità o compassione. Queste sono tutte fantasie, visioni parziali e limitate di una realtà molto più complessa.

Per parlare sinceramente basta avere un’idea ben chiara ed essere in grado di comunicarla senza che si intrometta null’altro all’interno del messaggio.

Nella mia esperienza più che trentennale di Vocal Coach incontro sempre più spesso persone e allievi che fanno esclusiva affidamento a manuali e a libri, senza considerare neanche la necessità o la possibilità che esista anche dell’esperienza pratica.

Questo è esattamente quello che insegno agli attori nei miei workshop di Los Angeles, New York e Milano: per “recitare” un’emozione bisogna essere sinceri. Ovvero non basta provare l’emozione, ma bisogna riuscire ad esprimere solo quell’emozione. Se a quell’emozione, sempre se si è capaci di suscitarla, si aggiunge qualcosa d’altro, come la preoccupazione, l’ansia, i vuoti di memoria o altro, non si potrà mai essere sinceri.

Questo è il motivo per cui occorre l’aiuto di un vocal coach, infatti sebben altre discipline insegnino a controllare le emozioni, solo un valido vocal coach, non uno qualunque, può insegnare a riconoscere quali e quante emozioni vengono trasmesse recitando. Senza un addestramento specifico sulla propria vocalità è veramente difficile essere oggettivi e riconoscere quando si sta “mentendo” a se stessi.

Imparare a controllare la voce, riuscire ad essere sinceri, può aiutare anche le persone normali, non solo i professionisti della recitazione, della politica, del commercio o della finanza. Il mio lavoro è aiutare le persone a ritrovare la propria inborn voice, ovvero l’unica voce realmente “sincera” all’interno di ognuno di noi.

3 Consigli per migliorare le proprie presentation skills (e come diventare bravi a parlare in pubblico)

3 Consigli per migliorare le proprie presentation skills (e come diventare bravi a parlare in pubblico)

Quanto è importate essere capaci di presentare se stessi, un prodotto o un argomento di fronte a qualcuno? Una importanza determinante. La prima impressione è tutt’oggi quella che influenza tutte le successive. Se non si è capaci di presentare di presentare le proprie argomentazioni all’università, durante un esame o durante un test di ammissione, se non si riesce a presentare correttamente il proprio prodotto ad un potenziale cliente o i propri risultati al proprio superiore, se non si riesce a mostrare il meglio di se al primo colloquio di lavoro o incontro romantico, una seconda possibilità è davvero difficile da ottenere.

Ogni corso universitario, ogni posizione lavorativa, ogni rapporto sociale richiede delle capacità di presentazione personali. Potete leggere tutti i libri che volete, seguire tutti i corsi che volete, ma i tre consigli che sto per darvi li troverete solo qua e tra poco scoprirete anche il perché.

1) Migliora la tua voce

Oggi si parla tantissimo di public speaking. Trovi manuali e corsi ovunque. Tutti sottolineano l’importanza del riuscire a comunicare in pubblico. Ti sei mai fermato un secondo ad analizzare la realtà della situazione o ti sei fatto irretire dai messaggi pubblicitari? Si sta parlando di manuali, scritti in nero su bianco, che pretendono di insegnare come parlare in pubblico. Si sta parlando di corsi dove pretendono di svelarti tutte le tecniche più importanti e necessarie per parlare in pubblico. Tutto troppo bello per essere vero? Infatti i libri e i corsi partono dando per scontato che tu sappia già utilizzare la tua voce nel modo corretto, che tu sia capace di esprimere naturalezza e credibilità. Sono castelli costruiti sulla sabbia!

Se una persona fosse già in grado di parlare, non avrebbe difficoltà a parlare o a presentare. Se non ci riesce è principalmente perché non sa usare la propria voce nel modo corretto, non sa trasmettere il messaggio correttamente. Certo, imparare a muoversi, a guardare o a costruire discorsi capaci di colpire nel segno è utile, ma se non si riesce a trasmettere nulla con la voce, oltre che sembrare noiosi o impauriti, si sembrerà anche impacciati. Senza contare che se tutti questi corsi e manuali producono cloni, ovvero non fanno altro che analizzare, codificare e ripetere le tecniche che erano efficaci e naturali in qualche grande del passato, ad esempio Steve Jobs. Voi volete diventare la brutta copia di qualcun altro o volete dare voce alla vostra personalità?

2) Migliora la tua voce

A volte nei manuali o nei corsi di public speaking si trova persino l’aspetto comico. Vengono date istruzioni del tipo “parla con chiarezza”, “scandisci le parole”, “tieni un ritmo incalzante”.

In realtà queste e altre istruzioni sono parte del sapere utilizzare la propria voce. Se non si ha la minima idea di come fare, queste istruzioni non hanno senso. Tutti sono capaci di premere un pulsante rosso ogni volta che si accende la luce rossa. Azione, reazione. Ma se vi viene detto, di premere il pulsante solo quando la luce rossa si accende dopo che si è accesa quella blu e se si sente anche il cicalino suonare, la cosa diventa più complessa. Più si allunga la sequenza di operazioni da tenere presente, per semplici che siano, non riusciamo più a tenere il ritmo e perdiamo il controllo. Tutti questi corsi non fanno altro che aggiungere elementi al vostro processo di presentazione, togliendovi del tutto ogni possibilità di controllo. Per questo molte persone preferirebbero morire che parlare davanti al pubblico. Eppure se si impara da utilizzare la propria voce, tutto poi diventa naturale. Diventerà una conseguenza del vostro parlare. Infatti se si parla nel modo corretto, trasmettendo agli altri il proprio messaggio, le proprie emozioni, è del tutto naturale avere un ritmo incalzante, fare pause, guardare gli altri negli occhi. Sono tutti elementi di una comunicazione efficace perché si cercano dei feedback in chi ascolta. Se si vedono facce poco convinte, disperse o altro, si ripeterà il concetto in altro modo. Tutto questo crescerà piano piano, del tutto naturalmente, una volta che inizierete a migliorare il vostro modo di usare la voce.

3) Migliora la tua voce

Migliorare la propria voce non vuol dire farla diventare “più bella”, ma vuol dire diventarne padrone. Non lo si può fare certo seguendo un corso di canto in stile karaoke o imparando da chi non riesce in prima persona a parlare correttamente italiano, senza accenti e senza inflessioni (magari straniere), o a chi ha qualche difficoltà ad esprimersi. Chi insegna deve assolutamente essere padrone della propria voce.

Quali sono i benefici del diventare padroni della propria voce? Qui potrei anche scrivere un libro, ma vi indicherò quelli più comuni, quelli che potete anche riscontrare di persona o nelle video testimonianze presenti sul sito. 

  • Otterrete maggiore confidenza in voi stessi e acquisirete sicurezza sul messaggio che vorrete comunicare. Questo può sembrare poco ma è tutto quello che occorre per trasformare la propria vita da chi subisce la voce degli altri a chi invece riesce ad esprimere le proprie idee
  • Sarete più capaci di comunicare in qualunque ambito della vostra vita: all’università, con gli amici, ad un colloqui di lavoro, sul lavoro, nella relazione di coppia e persino con i vostri figli.
  • Il vostro livello di stress scenderà a picco, perché non avrete più dubbi e incertezze sui risultati che andrete ad ottenere. Solo chi utilizza la propria voce per convincere gli altri del falso mantiene un elevato livello di stress, chi comunica la propria verità, si rilassa.
  • L’intera gestione del vostro tempo migliorerà di conseguenza. Smetterete di perdere inutilmente tempo tergiversando o aspettando di entrare in azione. Con una voce confidente, non c’è più motivo del dubitare di se stessi e delle proprie capacità, e pian piano si impara a massimizzare il tempo libero per godersi la vita di coppia, di famiglia ed il tempo libero.

Imparare ad usare la propria voce significa affermare la nostra personalità in ogni situazione e renderci parte attiva nella nostra vita, senza scuse o inutili lamentele. Ovviamente anche nel caso della formazione vocale occorre fare attenzione, non sempre tutto quello che luccica è oro e solo chi ben comincia si trova già a metà dell’opera

Qual è il miglior modo di aiutare chi ha problemi?

Qual è il miglior modo di aiutare chi ha problemi?

Il lavoro di Vocal Coach è sempre molto interessante e molto spesso, quando un allievo è riuscito a liberare la sua voce, mi ricontatta perché questa scoperta lo porta a volere “aiutare gli altri”.

Qui si apre una sorta di dilemma amletico perché chi non vorrebbe aiutare gli altri? Tutte le persone buone di cuore sentono l’istinto di aiutare il prossimo, il problema è che non sanno come fare. Prima di analizzare questo aspetto, forse è meglio fare una digressione e cercare di capire da dove e perché nasce questa nuova spinta altruista.

Quando una persone scegli di lavorare un poco più in profondità sulla sua voce attraverso il metodo Inborn Voice e il mio aiuto, nel giro di qualche settimana si accorge che la vita, per come la conosceva prima, smette di esistere. Pian piano, una passo alla volta, finalmente riesce a fare quello che sembrava impossibile: riesce a comunicar agli altri. L’uso consapevole della voce consente l’affiorare dei suoi sentimenti, delle sue paure ed dei suoi punti di forza.

Questo sembrerà poco, ma in realtà è tutto quello che occorre per cambiare radicalmente la propria vita, per iniziare a svegliarsi. Spesso le persone non sono consapevoli di avere  difficoltà espressive, sono quai sempre convinte che siano gli altri a “non capire”. Durante la loro vita hanno imparato, un’esperienza dopo l’altra, che è estremamente difficile ottenere una collaborazione o instaurare un rapporto duraturo. Col tempo imparano anche a rassegnarsi. Ad un certo punto smettono persino di interagire con gli altri: alcuni scelgono di “lamentarsi” di tutto, altri preferiscono soffrire silenziosi.

Come ho spiegato nel mio libro, La via della voce, molte di queste persone insoddisfatte della loro situazione vengono irretite da quelle che definisco discipline onirizzanti ed entrano a far parte di “gruppi” omogenei di persone convinte che sia possibile trovare una “cura”, una soluzione al di fuori da se, facendo o condividendo qualcosa all’interno di un gruppo. Il gruppo è certo quello che cercano, ma anziché costruirne uno adatto alla propria realizzazione di vita, se ne fanno andare bene uno preconfezionato. Altre persone, forse più fortunate, intuiscono che la soluzione va ricercata in profondità, all’interno e cercano di apprendere qualche disciplina che li aiuti all’introspezione. 

Anche se non tutti lo sanno, il mio lavoro di Vocal Coach è un po questo. La voce umana, quella vera, l’Inborn Voice, nasce nelle profondità più recondite dell’animo. Quando riesco a fare rifiorire la loro voce, le persone scoprono quello che andavano cercando era sempre stato sotto il loro naso, ovvero “la bocca”, la voce. E la loro vita cambia. Cambia perché dove prima ottenevano un rifiuto, ora ritrovano una conferma. Dove prima nasceva una lite, ora si costruisce serenità. Dove prima le porte rimanevano chiuse, ora riescono a riconoscere il portone già spalancato che stava li in bella vista. A seconda della determinazione e della persona, i risultati possono essere più o meno eclatanti, come potete vedere dalle video testimonianze che ho sul mio sito.

Sono estremamente felice quando una persona, grazie al mio lavoro, smettere di credere  che non ci siano più speranze di migliorare la propria vita, che sia lavorativa, sentimentale o sociale. E sono ancora più felice quando decide di volere condividere con gli altri questa loro “scoperta”, aiutando di fatto altre persone.

Qui è dove qualche volta nascono confusioni. Per qualche strano motivo, qualcuno che ha scoperto i benefici del mio lavoro, una nuova vocalità efficace, sceglie di non condividere con gli altri il mio lavoro. Mi tiene nascosta, come una cosa preziosa, non vuole che i sappia cosa sia stato a far sbocciare la loro vita e in qualche modo cercano da me consigli come fare per aiutare in prima persona gli altri. Il risposta che lascio sempre loro è semplice. Cosa ha portato loro la scelta di voler tenere nascosta la loro voce, i loro sentimenti, le loro aspettative? Solo sofferenza e una vita insoddisfacente. Tenendo soppressa la felicità di voler gridare al mondo “è possibile migliorare la propria vita lavorativa”, “è possibile avere relazioni sentimentali soddisfacenti” o “è possibile migliorare la propria vita sociale”, non si costruirà nulla di buono. Il modo più semplice per condividere con gli altri i risultati è quello che hanno già appreso da me, grazie al mio lavoro di vocal coach. Basta semplicemente dire agli altri “Ascolta, anche io prima ero simile a te, poi ho scoperto la mia voce grazie a Mylena Vocal Coach e la mia vita ora è quella che vedi”. Saranno poi gli altri decidere se e come contattarmi per iniziare un percorso assieme. L’idea di volerli aiutare in prima persona è qualcosa di meritevole, ma sono pochissime le persone che mi chiedono come si possa diventare una vocal coach del metodo Inborn Voice.

Questo succede non solo grazie al mio lavoro, ma in tutte le discipline che in qualche modo smuovono lo stato delle cose e portano una persona a vivere la voglia di gridare al mondo che, dopo tante sofferenze, hanno finalmente trovato una qualche soluzione. L’errore non è quello di volere aiutare gli altri in modo attivo, in prima persona, ma quello di pensare che tutti gli altri abbiano lo stesso nostro problema o che la nostra soluzione sia universale. Ogni mio cliente vede solo una piccola sfaccettature del mio lavoro di Vocal Coach, quella che più serviva a loro. Non riescono a comprendere quanto in realtà il mio lavoro sia più complesso di dare qualche esercizio, che ogni esercizio è stato costruito sulle loro problematiche, che 100 clienti diversi avranno 100 esercizi diversi. Quando lo scoprono, ben poche persone sono disposte a “studiare” un argomento così ampio per così tanti anni. 

Quindi il modo migliore per aiutare una persona è quello di condividere con lei l’idea che sia possibile cambiare, che ci si è riusciti grazie all’aiuto del lavoro di una professionista ben specifica. Se si ha la lavastoviglie che non funziona, si chiama un tecnico. Se si incontra una persona che lamenta il malfunzionamento della propria lavastoviglie che si fa? Ci si mette a smontarla o si consiglia chi ha risolto il nostro problema?

Un solo consiglio utile per prendere tutte le decisioni importanti

Un solo consiglio utile per prendere tutte le decisioni importanti

Ogni giorno ogni essere umano prende centinaia di decisioni. Se stai leggendo queste poche righe è grazie ad una decisione, magari legata al caso, ma comunque una scelta. Ebbene sì, molte decisioni sono oramai inconsapevoli, sono diventate parte di una sorta di autopilota, ma ciò nonostante tutto quello che facciamo, anche “non fare niente”, lavarsi i denti o muovere il proprio corpo è frutto di una nostra decisione.

Se l’argomento ha catturato il tuo interesse, ora vorrai sapere in quale modo la tua voce, ovvero il mio lavoro di Vocal Coach, sia d’aiuto nel prendere una decisione. Questa è la parte più profonda del mio lavoro di Vocal Coach, quella che mi reso nota come Voice Guru in tutto il mondo: non meravigliarti se è la prima volta che ne senti parlare.

Tutta la nostra esistenza è un continuo susseguirsi di decisioni. E ogni decisione comporta delle conseguenze e future decisioni.

Ora cercherò di spiegare come la voce, sia in realtà strettamente connessa ad ogni decisione. Non è un’idea complessa, la intuirete facilmente.

Avrete sicuramente già sentito parlare del “libero arbitrio” e avrete già un’idea di cosa questo comporti. Ma siete davvero sicuri di averlo compreso fino in fondo?
Libero arbitrio in realtà significa letteralmente “farsi piacere la decisione presa”. 

Non significa affatto “avere la possibilità di scegliere quello che si vuole”, ma “avere la possibilità di farsi piacere quello che si vuole”. Al limite si potrebbe interpretare il concetto con “avere la possibilità di scegliere quello che ci piace”. 

Infatti l’idea di stessa di prendere un decisione è esclusa dal libero arbitrio, infatti  qualunque decisione si prenda, sarà sempre possibile farci piacere le sue conseguenze. Se vogliamo forzare l’uso di una parola che non mi piace, ogni decisione è per quella “giusta” per noi.

Prima di comprendere oltre è bene indagare anche sul significato della parola “decidere”.
De- è un prefisso che solitamente significa “rimuovere, eliminare”, un parente prossimo di Dis. La restante parte della parola, è originata dal verbo latino Cidere, che significa “tagliare via”. Ora non è mia intenzione annoiarvi con l’origine delle parole, ma vi basterà pensare agli alberi caducifoglie, ovvero a quelli che perdono le foglie nei mesi invernali, per ricordarvi la parola decidui. L’origine delle due parole è la stessa. Quindi De-Cidere significa letteralmente Eliminare quello che si può tagliare via.

Quindi per prendere una decisione bisogna essenzialmente sapere cosa si può eliminare e cosa invece si deve tenere. Anche la parola scegliere ha la stessa origine e infatti significa separare la parte migliore di una cosa dalla peggiore.

Tutto questo cosa centra con la voce? È molto semplice una volta che si comprende lo scopo meraviglioso che contiene al suo interno. La nostra voce è l’unico strumento di cui siamo dotati che ci consente di poter giudicare e comprendere realmente e intimamente se qualcosa “ci piace” o meno. 

Un’idea semplice che può sembrare difficile da mettere in pratica, ma se questa breve spiegazione vi ha fatto intuire una luce, una piccola guru, alla fine del tunnel allora ti è stata data la possibilità di comprendere oltre.

Avrai modo di approfondire questo aspetto del mio lavoro leggendo il mio blog sul vocal coaching, il mio ultimo libro “La via della Voce”, partecipando ai workshop specifici che ho creato (la serie “l’Identità e la voce“), oppure con un percorso di formazione vocal coach personale online.