Addestrare l'orecchio e l'ascolto della voce
Quando si parla di Vocal Coaching avanzato si parla di tornare ad ascoltare la voce di chi parla, anche la propria. Troppo spesso subentrano automatismi che fanno "pensare" di avere ascoltato qualcosa che non c'è, o addirittura si "legge" il pensiero dell'altra parte.
Addestrare l'orecchio e l'ascolto significa quindi recuperare un rapporto più autentico con il suono, con la percezione della voce e con tutto ciò che passa attraverso le vibrazioni sonore. È da qui che nasce una comunicazione più consapevole, più naturale e più efficace.
La magia dell'orecchio
L'orecchio svolge la funzione sensoriale legata alla percezione di suoni e di rumori, ma si occupa anche dell'equilibrio del nostro corpo. È uno dei nostri cinque sensi e spesso viene sottovalutata la sua importanza.
Volutamente non includerò nessuna descrizione di organi anatomici o di funzionamenti fisiologici, ma mi preme sottolineare che non è un caso se l’organo che utilizziamo per ascoltare la vibrazione del suono del mondo esterno è lo stesso predisposto per percepire l’equilibrio del nostro corpo nello spazio. Questo fatto evidenzia il legame intrinseco che c’è tra voce e udito, tra corpo e spazio: se utilizziamo una voce artificiosamente impostata, rischiamo grandi squilibri psicosomatici.
Tutto il nostro corpo è una cassa armonica, al pari di qualunque strumento in legno. Non bisogna dimenticare che gli strumenti musicali sono stati creati dall’uomo su modello dell’uomo stesso. L’essere umano riesce ad ascoltare i suoni che emette, mentre li crea. Questo legame a doppio filo tra orecchio e fonazione fa sì che, del tutto inconsciamente, tendiamo a impedire la diffusione delle vibrazioni sonore che non vogliamo far arrivare agli altri.
In questo "sistema" di bio feedback va ricercato anche il perché non riconosciamo e non accettiamo la nostra voce registrata. Infatti solo noi possiamo ascoltare il nostro "suono interiore", molto più pieno e ricco di quello che lasciamo solitamente andare all’esterno del corpo.
Emettere un suono è innanzitutto un’opera di autocontrollo in tempo reale eseguita dall’orecchio-cervello. Bisogna immaginare il suono per poi lanciarlo nello spazio, correggendo eventuali discrepanze nel momento stesso in cui nasce. Quante volte nella testa si ha l’idea di produrre una sonorità che poi, di fatto, non si riesce a ricreare?
Non dobbiamo pensare neanche per un istante che il nostro corpo si sia evoluto in questo modo per pura coincidenza: ecco perché la nostra voce influisce sull’evoluzione del nostro corpo e della nostra mente come in un rapporto simbiotico. Appare quindi evidente perché eventuali problemi nella voce si riflettano nel corpo e viceversa.
Ogni apprendimento vocale parte dall'udito
Le nostre orecchie hanno iniziato a sentire la voce degli altri ben prima di capire il significato delle parole. Il giusto tono di voce può letteralmente salvare la vita di un bambino che istintivamente si "blocca" di fronte a un pericolo sconosciuto, solo perché ha percepito l’allarme nella voce del genitore.
Da questo esempio si può intuire che nella realtà quello che diciamo veicola sempre un significato inconscio che arriva a chi ascolta senza filtri rispetto al contenuto verbale, che invece viene filtrato dal pensiero cosciente. Per questo l'ascolto della voce non è mai un elemento secondario, ma una base concreta di ogni apprendimento vocale.
Ognuno di noi ha imparato a parlare senza maestri apparenti, ma in realtà ha sviluppato la voce in modo da farla assomigliare a quella delle persone vicine che ha avuto come genitori. In pratica la voce che ognuno di noi ascolta dall'interno è del tutto simile a quella che abbiamo sentito da piccoli dai nostri genitori. Non abbiamo fatto altro che imitare.
Allenare l’udito significa allora affinare la capacità di riconoscere il proprio suono, ascoltare davvero gli altri e sviluppare una voce più libera, più consapevole e più aderente alla propria identità. È da questo lavoro sull’ascolto che può partire un percorso di crescita vocale autentico.




