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Bisogna immaginare la propria voce all’esterno del corpo, proiettandola verso l’ascoltatore.

Teoria del metodo

Tutto parte dalla teoria

Chiunque voglia insegnare deve conoscere almeno la teoria dei principi generali relativi alla voce e a tutto quello che è ad essa correlato. Sempre più spesso incontro persone che hanno seguito qualche tipo di insegnamento vocale e che non sanno neanche spiegare il perché dei singoli esercizi che praticano.

Tutti noi abbiamo imparato istintivamente a usare la nostra voce, ma nessuno di noi arriva a correlare i vari problemi di comunicazione che affronta nella vita quotidiana con un cattivo uso dell’espressività vocale. Dall’interrogazione a scuola all’incontro romantico, dal colloquio di lavoro a un alterco vigoroso: spesso ci ritroviamo a notare l’ingiustizia del trattamento che abbiamo ricevuto, addossando ogni tipo di colpa agli altri, senza fermarci un istante a capire che forse siamo stati noi a comunicare qualcosa di diverso dalle nostre intenzioni.

Volutamente non includerò all’interno del sito descrizioni di parti anatomiche o di meccanismi fisiologici del corpo umano: sono già a disposizione di tutti gli interessati attraverso manuali specifici o Internet. Questo non vuol dire che ignoro tutti questi aspetti, ma solo che è necessario conoscerli e averli compresi prima di tutti gli altri. Per gli scopi di questo sito è importante che capiate almeno questo singolo passaggio: in qualunque percorso di formazione non è mai indispensabile fermarsi a guardare e a indagare i singoli dettagli se non si ha chiara l’importantissima visione dell’intero insieme.

Questo è l’errore, più o meno involontario di molti insegnanti che considerano tutti gli studenti come fossero identici. Infatti, dal punto di vista di ogni singolo dettaglio, ognuno di noi è identico agli altri, ma nel complesso della sua personalità è in realtà unico e irripetibile.

E’ come se un insegnante elementare pretendesse che tutta la sua classe imparasse a memoria il concetto "1+1=2". E’ invece dovere del buon insegnante far capire ai propri allievi qual è il sistema di calcolo che sostiene la risposta esatta, altrimenti quando l’allievo si troverà a dover calcolare da solo "2+1" non saprà trovare la risposta corretta.

Nella realtà di tutti i giorni i dettagli non sono importanti per due motivi: sono sempre consultabili sui libri (chi si ricorda a memoria tutto un dizionario?) e ognuno di noi ricorda perfettamente tutto quello utilizza e mette in pratica giornalmente.

Per me l’importante è avere un percorso chiaro da seguire, così da non tralasciare la visione d’insieme e ottenere il massimo dalla propria vocalità quotidiana.

Basi solide sono indispensabili

Ogni apprendimento può partire solo da fondamenta certe, su cui costruire tutto il resto. Tutti voi conoscerete la parabola della casa costruita sulla sabbia che crolla alla prima folata di vento perché non ha fondamenta solide: chi costruisce la propria voce sulla sabbia, senza fondamenta certe, ha solo l’illusione di arrivare velocemente a un traguardo. Nella realtà si preclude tutte le possibilità espressive della voce naturale proprio perché rovina la materia prima fondamentale: le sue corde vocali. Chi invece costruisce la propria vocalità su solide fondamenta troverà arriverà a ottenere una vocalità granitica e indistruttibile.

Nella realtà moderna, molti dei traumi legati all’impostazione di una vocalità scorretta sono legati a un cattivo addestramento, conscio o inconscio: il nostro cervello è in grado di metabolizzare un insegnamento vocale in pochi istanti, buono o cattivo che sia. Immediatamente e inconsciamente diventa parte di noi.

Altre volte il problema è legato all’infanzia, quando veniva continuamente imposto il silenzio da parte degli adulti. Appare alquanto strano che i genitori passino i primi anni a cercare di farci parlare e il resto della vita a farci stare in silenzio. Alcuni di noi hanno talmente forte l’imprinting che ci hanno lasciato gli adulti di "non urlare" che quando parliamo a voce piena tendono automaticamente a ritenere di stare urlando.

Altre volte ancora i traumi nascono all’età della pubertà, quando non si vuole crescere o non si vuole accettare un rifiuto sentimentale.

Ogni lavoro sulla voce è per definizione stessa un progetto a lungo termine, in quanto ogni apprendimento, buono o cattivo, sarà per sempre e ci accompagnerà per il resto della vita, anche se inconsciamente. Non bisogna pensare neanche per un secondo che eventuali insegnamenti vocali rimangano confinati alla lezione: entreranno a far parte della vostra vita che lo vogliate o meno.

Le nuove generazioni trascorrono sempre più tempo in solitudine o in silenzio e hanno poche possibilità di sperimentare le capacità vocali di cui sono naturalmente dotati. Addirittura ritengono che avere una bella voce sia un dono prezioso, riservato a pochi eletti.

Nella realtà non esiste nessuna differenza tra chi sa parlare bene e chi sa cantare bene: entrambi utilizzano l’espressività vocale dell’essere umano. Se vi fermate ad ascoltare un bravo oratore vi accorgerete che le sue parole sono, di fatto, musica. Se qualche volta nella vita vi è capitato di addormentarvi durante un discorso, magari interessante, è perché chi lo stava tenendo stava utilizzando una fonazione monotona del tutto simile, anche negli effetti, a una cantilena o a una ninna nanna.

Il problema della sempre più crescente comunicazione "Digitale" scritta è evidente a tutti: spesso si scrive una frase che si ritiene lapalissiana e l’altra parte la fraintende totalmente. Altre volte si pongono tre domande e si ottiene la risposta solo della prima. Questo è il normale funzionamento del nostro cervello che si è evoluto per un’interazione sociale relazionale: non prevedendo l’assenza delle emozioni della forma scritta, ogni lettore inserirà quelle che ritiene più adeguate in base alle sue aspettative.