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Testimonianza

L’arte di mantenere sana la voce

L’arte di mantenere sana la voce

Come farla sopravvivere nella giungla di Internet


Da oggi troverete in tutte le librerie, anche online, un mio nuovo eBook che ho intitolato “L’arte di mantenere sana la voce”.

E’ un eBook di 100 pagine che include gran parte dell’esperienza che ho accumulato negli anni sia lavorando, sia ricevendo ogni giorno decine e decine di email con richieste d’aiuto da parte di persone più o meno disperate del fatto che in qualche modo si rendono conto di non riuscir più ad usare la loro voce nel quotidiano.

Il mio impegno sociale è noto da tempo. Oltre alle varie attività che passano in sordina, rispondo di persona sempre a tutte le email che ricevo e offro sempre a tutti un incontro di valutazione vocale direttamente con me. Questo può sembrare poco, ma a lato pratico mi tiene molto impegnata.

In base alle email che ricevo pare proprio che il “fai da te” e soprattutto i video tutorial su YouTube siano alla base di tante vocalità compromesse. Dato che sarebbe sconsiderato da parte mia additare tutto come “dannoso” o “incompetente”, ho preferito darvi modo di comprendere da soli quando qualcosa è sicuramente da evitare e non professionale.

Nella speranza di riuscire a “salvare” preventivamente almeno una parte di queste persone, dato che l’argomento “salute vocale” è per me molto importante, ho deciso di rendere disponibile questo ebook anche in forma gratuita attraverso il mio sito.

Vi chiedo di aiutarmi a diffonderlo il più possibile attraverso i vostri social, i vostri blog o qualunque altro sito. L’unica raccomandazione è quella di condividere il link dove scaricare l’eBook e non l’eBook stesso. Condividere il link significa condividere questa pagina:

https://www.inbornvoice.com/it/arte-di-mantenere-sana-la-voce.html

e non il suo contenuto, infatti il libro è protetto da copyright e condividere il PDF vi manderebbe incontro a inutili problemi.

Ecco dove scaricare gratuitamente l’eBook “L’arte di mantenere sana la voce” by Mylena Vocal Coach.

L’eBook include le mie 5 regole d’oro, 28 Consigli pratici e ben 25 testimonianze così che possiate comprendere l’entità del problema.

Per chi preferisce il formato cartaceo o utilizzare un dispositivo Kindle, ho chiesto all’editore di pubblicarlo al prezzo di realizzo, per cui lo troverete davvero economico.

Video testimonianza da Cherylwonner, attrice di Los Angeles

Video testimonianza da Cherylwonner, attrice di Los Angeles

Sono sempre felice quando qualcuno rilascia una testimonianza dopo avere ottenuto dei risultati grazie al mio lavoro e questa volta sono ancora più soddisfatta perché è applicato al mondo della recitazione. Non per nulla ho in programma di aprire un nuovo studio proprio a Los Angeles!

Sono sicura che ben presto la vedremo in qualche produzione. Basta osservare il video per comprendere quanto sia diventata brava.

Ecco il video (in inglese, coi sottotitoli):


Ecco la trascrizione del video:

Milena, Milena!
Sono così felice, così felice di lavorare con lei!
Odio notare che mi ci è voluto così tanto tempo per trovare un buon insegnante di recitazione.
Altri allenatori di recitazione che ho incontrato, andando per tentativi, sono stati capaci solo di graffiare la superficie.
Milena sa davvero come scavare nel profondo di chi sei come persona, per far emergere la credibilità di qualsiasi personaggio tu debba recitare.
Non lo so, all’inizio ero un po’ scettica a riguardo perché non ero abituata alle sue tecniche.
Sono stato abituata alla formazione attraverso libri durante il college e ho studiando la recitazione classica con metodo Stanislavski e anche quello di Uta Hagen.
Non conoscevo questo stile (Inborn Voice) e non so come funzioni, non so da dove consegna i compiti a casa, ma funziona.
Funziona e mi rendo conto che lei è stata in grado di aiutarmi a interiorizzarmi di più come persona, come donna e ad infrangere le mie paure personali, le mie debolezze, i miei condizionamenti, tutto questo, da ogni singolo strato che fa parte di me
Lei ha rimosso tutte queste cose negative che mi trattenevano dal recitare con credibilità, perché avevo paura di mostrare certe emozioni e mi sentivo in imbarazzo nel farlo.
Ero preoccupata di cosa avrebbe pensato la gente qualora io avessi mostrato un determinato sentimento. Lei mi ha aiutato a interiorizzarlo e a comprendere meglio perché mi imbarazzassi o perché mi vergognassi o ciò che mi spaventasse.
Poi c’erano altre cose negative che ho avuto modo di interiorizzare e di fissare. Abbiamo lavorato su di esse, nel mio nucleo, sulle cause, il che mi ha aiutato a ricostruire la fiducia in me stessa come attrice
Ora mi ha detto “bene, sei pronta per l’audizione”.
Per me questo ha significato molto, perché non avevo idea di quanto tempo ci volesse.
Io voglio sempre ottenere I risultati velocemente, e so che non è possibile.
A volte ci sono stati momenti nel mio passato in cui ho chiesto a Dio “Domattina voglio ottenere il successo”. Ora non voglio spiegare tutto il mio trascorso, ma lei mi ha aiutato a capire che tutto è un processo.
La magia non avverrà nel corso di una notte.
Devi esercitarti ed esercitarti, ogni singolo giorno!
È così che si migliora.
Devi fare gli esercizi, gli esercizi, gli esercizi ogni singolo giorno.
Questo è il modo in cui chiunque può migliorare. Mi piace il fatto che lei mi ricordi continuamente come attori ormai affermati siano dovuti passare attraverso questo stesso processo e che abbiano dovuto superare molte delle stesse paure che io ho avuto.
E guardate dove sono oggi, hanno vinto Oscar, Golden Globe, eccetera, eccetera.
Io avevo quasi perso quella fiducia in me stessa perché dopo essermi laureata in recitazione all’università della Carolina del Sud, mi sono trasferita in California.
Una volta arrivata in California è stata una lotta.
Una lotta per trovare un posto stabile in cui vivere
Vivevo con dei coinquilini, senza un lavoro stabile.
non avevo niente di stabile
Quindi non riuscivo a concentrarmi sulla recitazione.
Il tempo scorreva, gli altri persone facevano audizioni, provini per spot pubblicitari, tv e film, mentre io stavo solo cercando di trovare un posto dove vivere!
Ero così emotivamente e mentalmente svuotata e abbattuta anche se avevo ancora la passione di voler diventare attrice…..
Ho solo sentito di stare perdendo tempo prezioso.
Non volevo essere entrare nel mondo del cinema da anziana!
E’ stato così frustrante, così frustrante, così frustrante venire a vivere in California che davvero non sapevo più come iniziare la mia carriera di attrice. Non riuscivo neanche a trovare una casa stabile perché una volta avevo problemi con qualche coinquilino e un’altra avevo problemi su lavoro Avevo bisogno di soldi per pagare le lezioni e tutto il materiale di cui ho bisogno per la mia carriera di attrice.
Finalmente posso dire che, anche se c’è voluto del tempo, mi sono messa a posto. Ora ho un appartamento qui, io e il mio ragazzo abbiamo un appartamento insieme e lui è molto d’aiuto, il che è fantastico.
Come ha detto Milena, devi prima costruire un sistema di supporto, pensare “non ho una posizione e non merito nulla nella mia vita” è solo negativo e prima o poi ti farà cadere ancora più in basso, invece tu devi andare avanti.
Così con il suo sostegno e quello della mia famiglia, ora ho un lavoro stabile, che mi aiuta enormemente. Il mio programma per diventare attrice sta procedendo e sono più fiduciosa che mai sul fatto che ora posso effettivamente raggiungere il mio obiettivo grazie a Milena e le sue capacità.
Voglio dire, non ho mai incontrato una donna come lei prima d’ora.
e’ cosi’ abile, cosi’ abile che non so come fa
Voglio dire, oltre alle sue credenziali immagino abbia ricevuto un dono.
Voglio dire che e’ brava e ci alleniamo solo per 30 minuti.
Quando abbiamo iniziato pensavo che probabilmente avrei avuto bisogno di due ore di lezione alla volta, ma in soli 30 minuti alla settimana ottengo sempre e solo miglioramenti.

Ero così felice, così felice, così felice, quando alla fine mi ha detto: “Sei pronta, sei pronta per l’audizione”.
E’ severa, è severa, è severa!
Perché lei ti fa sapere quando non sei brava, ma l’ha detto rispettosamente ma ti fa sapere quando non sei brava.
ti fa anche sapere quando stai andando alla grande.
quindi le sue critiche significano molto per me.
So che è sincera e so che non vuole che io sembri un’idiota quando mi presento alle audizioni.
Ho imparato così tanto e ad un livello di dettaglio così profondo che è come se lei si assicurasse che io sia capace di ricoprire ogni singola o grande sfumature della recitazione…..
perché mi ha detto chiaramente: “Non voglio che tu fallisca, non voglio che non sia in grado di farcela”.
Vuole che io realizzi la mia gioia: recitare.
Lei lo vuole così tanto che io mi senti a mio agio, così tanto più a mio agio sapendo che finalmente ho trovato l’insegnante giusta.
Voglio dire che con altri coach potrebbe funzionare per altre persone, chiunque essi abbiano.
ma questa donna qui, sa cosa sta facendo, sa esattamente cosa sta facendo.
Non ho ancora avuto modo di finire il suo libro, il libro che ha scritto, ma non riesco a credere di aver trovato qualcuno di valido perché l’ultima cosa di cui si ha bisogno è qualcuno che gioca con la tua carriera, facendo sembrare che siano capace di insegnarti e di mostrarti come fare cose che non sono in grado nemmeno loro di fare! Non riescono a fare niente!
Ma questa donna qui è passione.
Voglio dire che è così appassionata a quello che fa, anche se la sua attenzione è rivolta alla voce, ma è in grado di aiutarmi anche con il movimento corporeo, le emozioni, tutto ciò che si stratifica intorno allo sviluppo di un carattere credibile.
Ancora oggi non so come faccia a farlo.
Non ne ho idea, perché i compiti a casa che lascia da fare lei, non ne ho mai sentito parlare altrove. Non ho mai sentito parlare di queste tecniche prima d’ora.
mai sentito parlare di loro
Non mi hanno mai insegnato queste tecniche anche quando ero a scuola, al college, mai!
Ora sto pianificando questo lavoro e non vedo l’ora di pagarla come merita per i suoi insegnamenti, perché funzionano!
funzionano davvero
funzionano ed è brava, è davvero brava!
mi aiuta in modi che non pensavo fosse possibile.
Pensavo davvero che fosse necessario un sacco di lavoro. Durante il corso mi ha dato una continua valutazione dei miei progressi.
dice: “Sei davvero bravo, non hai bisogno di molto lavoro”. a volte dice dire che ci sono alcune cose che devono essere migliorate, ci sono cose che devono essere rafforzate, ma ogni volta non ricomincio da zero.
questo e’ quello che pensavo che dovevo partire completamente dal basso, ma la amo, la amo davvero e mi sento davvero fortunata di sapere che non è stato tempo sprecato.
Questa è la sensazione peggiore al mondo sapendo che stai investendo denaro in qualcuno che ti fa illudere che possa aiutare la tua carriera e che non può fare nulla. Non si fanno progressi, non si fanno miglioramenti, non si fanno miglioramenti, si va in tondo
Sono così felice, così felice di lei, di non rinunciare a quella ricerca che ho trovato su Internet e fidandomi del mio istinto, della mia pancia, del mio istinto.
e tutto si sta solo sistemando.
di sapere che ho un buon presentimento su di lei.
come ho detto prima non posso spiegarlo, ma ho sentito che c’e’ qualcosa in lei.

L’ho sentito fin dall’inizio e ho visto i risultati.
Era persino sulla rivista Elle e viaggia e incontra persone in tutto il mondo e in tutti i paesi. E ci sono scuole che la vogliono.
Tutte questi riconoscimenti che sta ottenendo, ci stanno, è giusto perché è brava.
quindi la terrò come mio asso nella manica, non voglio che vada da nessun’altra parte, la voglio al mio fianco.
Le dico sempre: “Non dimenticarti di me! Continua ad insegnarmi! Non voglio che tu smetta di allenarmi! Per favore!”.
perché vedo così tanti progressi e sento i personaggi dentro di me.
Lo sento e mi sta davvero aiutando ad andare sempre più in profondità ed ad essere sempre più credibile.
quindi grazie Milena.
Grazie mille….. grazie mille.
grazie per essere stata presente
grazie per essere stata sincera
grazie per essere chi sei e non vedo l’ora delle lezioni della prossima settimana.

Recensioni Inborn Voice su Facebook e Linkedin

Recensioni Inborn Voice su Facebook e Linkedin

Ad oggi abbiamo ricevuto ben 35 recensioni a cinque stelle su Facebook come potete vedere dalla nostra pagina facebook.

Abbiamo anche ricevuto un totale di 17 raccomandazioni su LinkedIn da parte di professionisti di alto livello sparsi per tutto il pianeta.

Ecco una schermata delle raccomandazione ricevute da Mylena Vocal Coach su Linkedin

Video Testimonianza sul mio Workshop di Londra

Video Testimonianza sul mio Workshop di Londra

Raccogliere una video testimonianza durante un Workshop è veramente difficile, anche perché io tengo molto a proteggere la privacy di tutti i partecipanti. Ma ogni tanto capita anche l’eccezione.

Ecco la testimonianza di Houma e di Halima, due sorelle che hanno scelto di spostarsi da Parigi per partecipare al mio Workshop di Londra, in inglese.

Buona testimonianza a tutti!


Ecco la trascrizione del video:

Houma:
Consiglio vivamente questo workshop, perché si può sperimentare qualcosa di completamente diverso.
E’ fuori dalla tua zona di comfort e conoscerai meglio di te stesso.
e la sensazione che ti suscita, non c’è nemmeno una parola per esprimere esattamente ciò che sta succedendo.
è più che aprirsi e si acquisisce maggiore sicurezza e ci si sente come se si volasse molto leggeri.
e volare come se fossi un’altra persona.
sì, questo è quello che provo.

Halima:
Voglio ringraziarti per questo workshop e sono davvero felice di essere venuta qui.
Voglio dire che mi ha fatto riflettere su molte cose dentro di me.
di me stessa che non avevo mai dubitato prima d’ora.
e che sento che vivrò molto più leggera.
con una mente molto più chiara.
con una migliore percezione di ciò che voglio per il futuro
Sono davvero felice di essere venuta!

Mylena Vocal Coach:
Quali altre cose ti porti a casa, molto più forti di oggi?

Halima: la voce
Houma: la voce, sì.

Mylena Vocal Coach:
che tipo di voce?

Houma:
Voce che risuona, una voce che sento nella mia pelle, sì.

Halima:
nel mio corpo!

Mylena Vocal Coach e Giovanni Scialpi!

Mylena Vocal Coach e Giovanni Scialpi!

Ogni tanto, nella mia carriera di Vocal Coach, capita di avere qualche momento di relax. Quale città migliore di Roma per rilassarsi cullandosi tra le meraviglie della città eterna?

Oggi voglio condividere un video che ho realizzato assieme a Giovanni Scialpi, nella mia ultima visita a Roma.

Dato che Giovanni è una persona di grande cultura e di bontà d’animo, è sempre un piacere chiacchierare con lui. Il risultato è una sorta di lezione/intervista che ho avuto il piacere di realizzare solo per voi!

Ecco il video integrale:


Ecco la trascrizione (ripulita dalle sovrapposizioni) dell’intera conversazione:

Giovanni Scialpi: Allora, io partirei da una domanda che ti faccio a livello semplicemente tecnico, ma poi sviluppiamo tutto il discorso legato al tuo lavoro, ovvero che la voce non è solo una questione di tecnica, ma è qualcosa di più profondo, introspettivo. Prendo la scusa nel fatto che da quando ho messo il pace-maker, quindi da quando sono diventato cardiopatico, il mio fiato si è accorciato.  Accorciandosi il fiato, automaticamente anche la potenza della mia voce è diminuita.

Mylena Vocal coach: Assolutamente!  

Giovanni: E adesso che si fa?  

Mylena: Bisogna andare ad individuare quanto fiato hai perso, come lo hai perso, per poi cercare di ripristinare, chiaramente entro i termini di quello che è possibile fare in seguito a quello che ti è accaduto. Quando si subisce qualcosa di traumatico nel proprio corpo, ogni persona lo elabora in modi diversi. Qualcuno si comporta esattamente come se non fosse successo nulla, qualcuno si comporta con più leggerezza di prima, qualcuno invece lo porta come un grande macigno. Io penso questo sia proprio il tuo caso! 

Giovanni: Io penso sia giusta la terza ipotesi: il grande macigno! 

Mylena: Un grande macigno perché l’impatto non è solo dal punto di vista fisiologico, ma anche dal punto di vista interiore. Questo macigno appesantisce costantemente la respirazione, che è il desiderio di esistere, vivere, credere nella vita, quindi anche diaframma stesso ne subisce le conseguenze e tende ad essere meno elastico, più appesantito, il che porta direttamente ad avere un fiato più corto.  

Giovanni: Centra qualcosa, perdonami se ti interrompo, il fatto che qualche volta mi trovo ad andare in apnea?  

Milena: Assolutamente sì. Andare in apnea significa sempre non usare correttamente la respirazione, il ritmo e il flusso d’aria che raggiunge le nostre corde vocali. Di conseguenza le corde vocali non vengano più sostenute come d’abitudine e quindi comincino a preferire più le note basse piuttosto che quelle più toniche e centrali.  

Giovanni: Infatti a me capita questo. Però è strano questo paradosso, perché se tu pensi che io ho un pace-maker che mi scandisce un ritmo, io dovrei avere più voce di prima, dato che prima il mio ritmo era comunque rallentato.  Certo, non avevo un’extra sistole, anche se ho un piccolo soffio al cuore che porta un’aritmia, però ci convivo da quando sono nato per cui la mia respirazione era comunque naturale, dato che iniziato a prendere fiato in quelle circostanze. Però ultimamente mi sento completamente spiazzato sui fiati, addirittura arrivo, anche per un fatto mentale, a cantare la frase normalmente, per poi arrivare con un filo di fiato alla chiusura: non riesco a finirla!

Mylena: Hai memorizzato la respirazione necessaria a quella frase e adesso con il fatto ridotto, con la respirazione cambiata in conseguenza all’operazione e a tanti altri elementi annessi e connessi, il tuo diaframma sta cercando ancora di riprodurre le stesse prestazioni, ma non ha più lo stesso ritmo che avevi prima, ma uno nuovo, non è più il tuo, ma ti è stato aggiunto artificialmente.

Giovanni: e poi anche meccanico, non è umano.  

Mylena: Il ritmo è assolutamente un elemento principale per sviluppare l’elasticità, quindi se è meccanico, difficilmente è molto elastico, mentre il diaframma, fin da quando nasciamo, ha una consistenza davvero elastica. 

Giovanni: Adesso faccio una battuta di spirito.  O vengo a Boston io, o vieni a Roma tu.  Come faccio a seguirti?  

Mylena: Vieni a Boston che fa bel fresco! Scherzi a parte, mi puoi seguire molto facilmente. Io sono in Italia un paio di volte, a volte 3, all’anno, dipende dai miei impegni, quindi volentieri vengo a Roma. Però lavoro moltissimo Online, anzi l’80% del mio lavoro avviene principalmente online, con tutto il mondo, soprattutto l’Italia, l’Europa, Hong Kong, le Hawaii e chiaramente gli Stati Uniti.  

Giovanni: Cioè devo abituarmi a vederti sullo schermo!

Mylena: Sì! La cosa interessante è che le persone rimangono spesso stranite quando mi incontrano dal vivo dopo avermi conosciuto solo online. Tutti mi dicono che è l’esperienza è identica, perché l’energia che mando dallo schermo è esattamente la stessa.  

Giovanni: e questo io posso confermarlo. 

Mylena: Ogni volta che torno in Italia e incontro di persona i ragazzi, gli studenti e le persone che si sono approcciate a me solo online, voglio verificare a che punto sono con la loro voce e se effettivamente l’online ha funzionato. Infatti all’inizio prima delle oltre 17 mila sessioni di esperienza che ho ora, ero abbastanza dubbiosa anche io sull’efficacia dell’online. Ma tutte le volte che torno c’è la conferma che il metodo Inborn Voice è adatto all’Online: l’esercizio è stato fatto bene, hanno seguito bene. Forse ho un talento, ma quando cerco di comunicare a qualcuno questo grande amore che ho per tutta la vocalità, non solo legata al canto, ma a tutta l’espressività di noi esseri umani, il mio messaggio arriva sempre forte e chiaro.  

Giovanni: praticamente è come adesso che io sono lontano da Leo, dal mio amore, e che lo vivo solo tramite schermo, ma c’è la stessa l’intensità, anche se poi devo riandare di persona a Los Angeles per controllare. Stiamo unendo un po’ di divertimento a dei ragionamenti, ad una struttura mentale ben chiara. Faccio un po’ la parte dell’artista, siccome quello che hai detto rispecchia un modello che non è soltanto tecnico, legato al tuo lavoro, ma penso anche nella vita. Io facendo l’artista, comunico attraverso il video, per cui la mia sensazione deve attraversarlo. Quando si dice “buca il video” e perché anche l’energia deve attraversare il mezzo tecnico e raggiungere chi è a casa. Questa stessa cosa accade nel tuo lavoro.  

Mylena: Esatto, è l’energia di chi sta dietro lo schermo, che se è potente, arriva anche dall’altra parte. Si parla a volte di telepatia e cose similari.  Io amo molto questi argomenti  

Giovanni: Dovremmo aprire un discorso ancora più ampio! Fammi un esempio, cioè adesso io non ho voce, dammi l’abc, fammi fare un esercizio, anche mentale o qualcosa di più fisico che mi può ridare voce. Adesso io la voce sottotono, dovuto al reflusso gastrico e altre varie concause, per cui probabilmente è irritata. Tenendo conto di questa situazione, in questo momento se volessi avere una dinamica più efficace, come impostazione, cosa consiglieresti?  

Mylena: Allora, è molto complesso, però vediamo di creare un esercizio specifico per Giovanni Scialpi. Vediamo di fare questo. Con dispiacere di quelli che guardano il video, ti chiedo di chiudere gli occhi, perché sei una persona molto sensibile e le emozioni passano anche attraverso loro. Io devo usare la tua prima matrice, in un certo senso. Ti chiedo di respirare con il tuo diaframma una decina di volte e ogni volta devi immaginare che questo diaframma stia salendo su una montagna, come hai fatto in Perù durante Pechino Express. Devi immaginare proprio il diaframma che si tonifica a mano a mano che Sali, quindi nel tuo caso, in chiusura. Apertura e Chiusura. Leggero. Deve essere come quei passi che hai fatto per salire con tanta determinazione, durante la trasmissione. Quando ti senti pronto, pensi di essere quasi arrivato. Non voglio che tu sia già arrivato alla fine della salita, ma sei tonico, ti senti tonico durante la salita.  

Giovanni: Prendo il ritmo  

Mylena: Hai già sentito che qualcosa che è cambiato?

Giovanni: soprattutto di testa!  

Mylena: È già diversa anche la voce parlata. Adesso ti chiedo di fare un piccolo passo in più, ripeto questo è l’approccio per te e per la tua particolare sensibilità. Chi è più tecnico, avrà un approccio diverso. Adesso che sei in questo momento, immagina di essere arrivato alla fine di questa montagna. Solo usando la voce, cerca di far risuonare una nota. Io preferisco usare la lettera U, perché mi piace molto. Centra questa nota dalla parte posteriore portandola in avanti sempre immaginando il diaframma che continua a fare la salita ma ora è arrivato. Unendo anche la soddisfazione di aver raggiunto questa montagna. La Tonicità è il segreto. Scegli tu la tua nota.  Ripetilo cinque volte, così tonifichiamo. Cerca di non schiarire nel mentre. Credici! Ora prova a dire una semplice, lentissima.  

Giovanni: You bring me Joy  

Mylena: Hai sentito la differenza? 

Giovanni: Direi!  Devo proprio lavorare sulla tonicità per la ripresa  

Giovanni: Posso riaprire gli occhi?  

Milena: Certo, l’unica cosa che ti dico è che alzi spesso le spalle. Quando inspiri, devi sempre e solo usare il diaframma: leggerissimo. Tutti pensano “spingiamo il diaframma”. No, devi sempre essere morbido. Chiaramente adesso devi tonificare. Quindi apertura e leggero rientro, il diaframma ha bisogno di carezze e con le carezze diventa forte come una roccia!
Quindi ti ho portato un po’ in Perù 

Giovanni: Ero in Equador. Quindi ammettendo, e lo sento già, che la voce, il mio timbro adesso è già cambiato  

Mylena: hai bisogno di vivere questa sensazione di risalita perché la voce, il diaframma, e tutto quello che ti è successo nella vita, e i tuoi fan lo sanno benissimo, ti ha schiacciato e quindi la forza di gravità ti ha portata verso si se, il che non va bene. Chiaramente quando poi abbiamo trovato un centro possiamo giocare su riprendere delle intonazioni più alte, ma lentamente, perché prima devi creare la struttura.

Giovanni: infatti la mia nota era abbastanza medio bassa, ma ora non la riesco a tenere per molti motivi. Perché è irritata, un po’ perché sentivo che c’è un vibrato strano: io di solito ho un vibrato ritmico perfetto. E ho perso anche quello!

Mylena: Quando le corde vocali subiscono quello che hai subito tu, quindi non esagero dicendo fosse una piccola ipotonicità, automaticamente la loro vibrazione perde di tono e ovviamente anche di elasticità. Elasticità è la parola chiave, sempre!

Giovanni: io l’elasticità mentale ce l’ho acutizzata proprio dalla mia esperienza di vita e dal mio lavoro.  

Milena: E l’elasticità sentimentale?  

Giovanni: anche! La cosa che mi manca e che adesso non ce l’ho più vocale. Cioè, quando mi accade che devo fare un concerto non ho problemi, ma in una situazione tranquilla, non riesco. Durante il concerto c’è l’adrenalina che ti arriva, c’è tutta una serie di fattori che combattono questo tipo di disturbo, come dicevi tu e da buon professionista, da vecchio lupo di mare, le onde riesco a cavalcarle.

Mylena: Bravo. Perché in quel momento, quando ritorni verso l’alto, ritornando questa energia, ritorna tutto. Tu hai detto che ti senti elastico a livello sentimentale e sicuramente lo sei, ma dal mio punto di vista quando c’è qualcosa che ti ferisce, tu lo accusi dieci volte di più del normale. Per fortuna il tuo pubblico ti da forza ed energia e tutti i cuoricini che vuoi durante le dirette su Facebook sono proprio quello di cui hai bisogno. Devi lavorarci sopra. Il concetto principale sul quale io lavorerei è proprio questo, quello di dare tonicità e ricredere totalmente anche nella positività dell’aspetto sentimentale  

Giovanni: in questo sta avvenendo. Ripeto vorrei che la voce seguisse questo percorso perché mi sembra che sia rimasta l’ultima ruota del carro e non vorrei che fosse così!  

Mylena: Non deve essere l’ultima ruota del carro! Chiaramente quando noi ci dedichiamo a un sentimento, a un’emozione, che sia un nuovo amore o quello che preferisci, ci porta via la testa e il cuore. Lavora anche sulla parte del diaframma, però l’aspetto fisiologico necessita della ripresa totale. Un po’ come se tu dovessi correre per amore. Una volta riusciresti a farlo senza problemi, però non saresti in grado di ripeterlo cento volte. Questa è la stessa cosa della voce perché essendo tutto muscolare, cartilagineo e via dicendo, ha necessità di tornare tonico, quindi l’emozione dà la carica iniziale, ma poi ci vuole chiaramente l’allenamento.  Se tu vai da Leo a Los Angeles e gli corri incontro felice non è un problema. Prova a ripeterlo 100 volte, come in una canzone mentre canti. Questo esempio è la spinta dell’aspetto emotivo, ma poi ti deve sostenere chiaramente tutto il corpo.  

Giovanni: Ti ringrazio perché questi  confronti, sembrano molto semplici, dato che vengono portati avanti da due persone che sono  un po’ nell’ambiente e si occupano specificatamente di psiche, emozioni e via dicendo, però in realtà solo molto profondi e di ispirazione per chi non usa l’emozione. Io, per esempio conosco, ho conosciuto nella mia vita anche recentemente, senza voler criticare, ma ci sono persone, come Leo, anche Roberto, ma anche lo stesso Ron, che è un amico di vecchia data, che fanno fatica, come dicevi tu, ad essere elastici emotivamente. O meglio lo sono in alcuni momenti, ma poi rientrano nel loro ruolo  

Mylena: Si rientrano nel loro guscio. Express Your Self. E’ veramente il modo più bello per vivere la vita a pieno e guarda caso se la vivi così, ti tornano indietro anche le cose che meriti.  Provare per credere!  

Giovanni: I always express myself! 

Mylena: è importante perché tante tante persone magari imparano, o comunque dicono di voler iniziare a cantare ad usare la mia voce, e si fissano solo sulla tecnica. Lavorano solo sulla parte celebrale e basta.

Giovanni: Io odio quando sento una voce tecnica. Io vedo dei morti, si inaridisce tutto e quindi secondo me, anche per fare una critica anche feroce rispetto al momento storico in cui noi viviamo oggi, si va verso una direzione totalmente contraria a quella che stiamo dicendo noi. In tutto quello che vediamo attraverso i media, i reality, gli altri vocal coach che vedi anche su YouTube. Ogni tanto mi capita che qualcuno mi contatta o mi arriva una pubblicità, ma è tutto basato su una tecnica fredda che non ti dà la possibilità di esprimerti. Questo non è soltanto durante una canzone, ma di esprimerti nella vita!

Milena: Oggi, tra l’altro si arriva anche a creare delle cose fin esagerate nel controllo delle corde vocali con macchine o altro. Questo proprio per soddisfare il concetto razionale di poter raggiungere suoni elevatissimi, suoni strani, suoni stravaganti. Poi però le corde vocali presentano il conto: ecco mi hai usato nel modo scorretto!

Giovanni: Non c’entra nulla, però è un po’ come l’ossessione della bellezza, dell’esteriorità e di un’esteticità che c’è oggi. Per forza devi avere quell’aspetto, devi avere quella staticità vocale. È tutto molto uniformato, tutto molto piatto. Invece io mi ricordo, avendo po’ più gli anni di te, che fino a quando ero piccolo tutta l’espressione artistica, lo dico per le persone che magari non si occupano di arte, era legata all’unicità. Chiaramente l’espressione artistica è legata al tempo in cui questa vive, ogni artista è figlio del suo tempo. Quando ero piccolo si lavorava una vita per essere unico, mentre oggi si lavora due, tre anni per essere uguale a tutti gli altri. È un controsenso!  

Mylena: E’ vero. In fondo quando abbiamo dei cantanti che ancora andiamo a guardare, anche se non sono  più giovanissimi, cos’hanno di più rispetto quelli moderni? Hanno quel quid, hanno quell’emozione, perché non hanno sviluppato soltanto il corpo come strumento tecnico, non devono dimostrare che raggiungono quella nota piuttosto che quel suono, e non si fanno del male per sodisfare l’ego.  Hanno invece completamente rispettato se stessi e hanno unito il corpo a quello che in realtà ci tiene in vita, che è la nostra anima. Qui possiamo disquisire dagli antichi Greci fino chissà quando, la nostra anima si unisce al corpo e ha la forza di mantenere di far esistere la sua espressività. Questo fa sì che l’anima e il corpo siano vere e proseguano, e il pubblico lo percepisce. Chi invece si ferma solo sul quell’ambito tecnico, poi finiscono.  Muoiono perché non hanno l’anima, l’hanno abbandonata.  

Giovanni: In infatti ancora oggi dico che la condizione di cantate è precaria nel senso che potrei sviluppare la mia artisticità e la mia emotività, ovviamente attraverso la voce, perché è uno strumento dotato di grande emozione, però cerco di allargare gli orizzonti anche perché l’età mi permette di poter restare più aperto a 360°. 

Mylena: Tra l’altro una cosa che potrebbe essere interessante. Negli Stati Uniti mi chiamano spesso per lavorare sulla Voice versus aging, l’invecchiamento della voce, perché si accorgono che con il tempo la vocalità cambia, la voce scende, anche senza avere nessun trauma. Dopo i 65 anni, cosa succede? Cambiano solo gli ormoni? Sicuramente subiamo un passaggio di cambiamento ormonale, ma un mio cliente di 65 anni, che adoro tantissimo, dopo un po’ di fatica per fargli comprendere il mio insegnamento, e non è stato facile, mi ha detto questa frase che secondo me è fondamentale: “tu mi hai insegnato”, lo dico tra virgolette perché io non insegno niente, tutto è già dentro di noi, io mi limito a riportarlo alla superficie. Poi continua dicendo “Adesso ho capito che voce corrisponde ad energia”, tu mi hai ridato la mia voce e con esser è ritornata la mia energia e mi sento più giovane di 10 anni!” È tornato a giocare a tennis! Tutto questo è vero perché la nostra voce è una vibrazione.  

Giovanni Scialpi: Allora, io partirei da una domanda che ti faccio a livello semplicemente tecnico, ma poi sviluppiamo tutto il discorso legato al tuo lavoro, ovvero che la voce è solo una questione di tecnica, ma è qualcosa di più profondo, introspettivo. Prendo la scusa nel fatto che da quando ho messo il pace-maker, quindi da quando sono diventato cardiopatico, il mio fiato si è accorciato.  Accorciandosi il fiato, automaticamente anche la potenza della mia voce è diminuita.

Mylena Vocal coach: Assolutamente!  

Giovanni: E adesso che si fa?  

Mylena: Bisogna andare ad individuare quanto fiato hai perso, come lo hai perso, per poi cercare di ripristinare, chiaramente entro i termini di quello che è possibile fare in seguito a quello che ti è accaduto. Quando si subisce qualcosa di traumatico nel proprio corpo, ogni persona lo elabora in modi diversi. Qualcuno si comporta esattamente come se non fosse successo nulla, qualcuno si comporta con più leggerezza di prima, qualcuno invece lo porta come un grande macigno. Io penso questo sia proprio il tuo caso! 

Giovanni: Io penso sia giusta la terza ipotesi: il grande macigno! 

Mylena: Un grande macigno perché l’impatto non è solo dal punto di vista fisiologico, ma anche dal punto di vista interiore. Questo macigno appesantisce costantemente la respirazione, che è il desiderio di esistere, vivere, credere nella vita, quindi anche diaframma stesso ne subisce le conseguenze e tende ad essere meno elastico, più appesantito, il che porta direttamente ad avere un fiato più corto.  

Giovanni: Centra qualcosa, perdonami se ti interrompo, il fatto che qualche volta mi trovo ad andare in apnea?  

Milena: Assolutamente sì. Andare in apnea significa sempre non usare correttamente la respirazione, il ritmo e il flusso d’aria che raggiunge le nostre corde vocali. Di conseguenza le corde vocali non vengano più sostenute come d’abitudine e quindi comincino a preferire più le note basse piuttosto che quelle più toniche e centrali.  

Giovanni: Infatti a me capita questo. Però è strano questo paradosso, perché se tu pensi che io ho un pace-maker che mi scandisce un ritmo, io dovrei avere più voce di prima, dato che prima il mio ritmo era comunque rallentato.  Certo, non avevo un’extra sistole, anche se ho un piccolo soffio al cuore che porta un’aritmia, però ci convivo da quando sono nato per cui la mia respirazione era comunque naturale, dato che iniziato a prendere fiato in quelle circostanze. Però ultimamente mi sento completamente spiazzato sui fiati, addirittura arrivo, anche per un fatto mentale, a cantare la frase normalmente, per poi arrivare con un filo di fiato alla chiusura: non riesco a finirla!

Mylena: Hai memorizzato la respirazione necessaria a quella frase e adesso con il fatto ridotto, con la respirazione cambiata in conseguenza all’operazione e a tanti altri elementi annessi e connessi, il tuo diaframma sta cercando ancora di riprodurre le stesse prestazioni, ma non ha più lo stesso ritmo che avevi prima, ma uno nuovo, non è più il tuo, mati è stato aggiunto artificialmente.

Giovanni: e poi anche meccanico, non è umano.  

Mylena: Il ritmo è assolutamente un elemento principale per sviluppare l’elasticità, quindi se è meccanico, difficilmente è molto elastico, mentre il diaframma, fin da quando nasciamo, ha una consistenza davvero elastica. 

Giovanni: Adesso faccio una battuta di spirito.  O vengo a Boston io, o vieni a Roma tu.  Come faccio a seguirti?  

Mylena: Vieni a Boston che fa bel fresco! Scherzi a parte, mi puoi seguire molto facilmente. Io sono in Italia un paio di volte, a volte 3, all’anno, dipende dai miei impegni, quindi volentieri vengo a Roma. Però lavoro moltissimo Online, anzi l’80% del mio lavoro avviene principalmente online, con tutto il mondo, soprattutto l’Italia, l’Europa, Hong Kong, le Hawaii e chiaramente gli Stati Uniti.  

Giovanni: Cioè devo abituarmi a vederti sullo schermo!

Mylena: Sì! La cosa interessante è che le persone rimangono spesso stranite quando mi incontrano dal vivo dopo avermi conosciuto solo online. Tutti mi dicono che è l’esperienza è identica, perché l’energia che mando dallo schermo è esattamente la stessa.  

Giovanni: e questo io posso confermarlo. 

Mylena: Ogni volta che torno in Italia e incontro di persona i ragazzi, gli studenti e le persone che si sono approcciate a me solo online, voglio verificare a che punto sono con la loro voce e se effettivamente l’online ha funzionato. Infatti all’inizio prima delle oltre 17 mila sessioni di esperienza che ho ora, ero abbastanza dubbiosa anche io sull’efficacia dell’online. Ma tutte le volte che torno c’è la conferma che il metodo Inborn Voice è adatto all’Online: l’esercizio è stato fatto bene, hanno seguito bene. Forse ho un talento, ma quando cerco di comunicare a qualcuno questo grande amore che ho per tutta la vocalità, non solo legata al canto, ma a tutta l’espressività di noi esseri umani, il mio messaggio arriva sempre forte e chiaro.  

Giovanni: praticamente è come adesso che io sono lontano da Leo, dal mio amore, e che lo vivo solo tramite schermo, ma c’è la stessa l’intensità, anche se poi devo riandare di persona a Los Angeles per controllare. Stiamo unendo un po’ di divertimento a dei ragionamenti, ad una struttura mentale ben chiara. Faccio un po’ la parte dell’artista, siccome quello che hai detto rispecchia un modello che non è soltanto tecnico, legato al tuo lavoro, ma penso anche nella vita. Io facendo l’artista, comunico attraverso il video, per cui la mia sensazione deve attraversarlo. Quando si dice “buca il video” e perché anche l’energia deve attraversare il mezzo tecnico e raggiungere chi è a casa. Questa stessa cosa accade nel tuo lavoro.  

Mylena: Esatto, è l’energia di chi sta dietro lo schermo, che se è potente, arriva anche dall’altra parte. Si parla a volte di telepatia e cose similari.  Io amo molto questi argomenti  

Giovanni: Dovremmo aprire un discorso ancora più ampio! Fammi un esempio, cioè adesso io non ho voce, dammi l’abc, fammi fare un esercizio, anche mentale o qualcosa di più fisico che mi può ridare voce. Adesso io la voce sottotono, dovuto al reflusso gastrico e altre varie concause, per cui probabilmente è irritata. Tenendo conto di questa situazione, in questo momento se volessi avere una dinamica più efficace, come impostazione, cosa consiglieresti?  

Mylena: Allora, è molto complesso, però vediamo di creare un esercizio specifico per Giovanni Scialpi. Vediamo di fare questo. Con dispiacere di quelli che guardano il video, ti chiedo di chiudere gli occhi, perché sei una persona molto sensibile e le emozioni passano anche attraverso loro. Io devo usare la tua prima matrice, in non certo senso. Ti chiedo di respirare con il tuo diaframma una decina di volte e ogni volta devi immaginare che questo diaframma stia salendo su una montagna, come hai fatto in Perù durante Pechino Express. Devi immaginare proprio il diaframma che si tonifica a mano a mano che Sali, quindi nel tuo caso, in chiusura. Apertura e Chiusura. Leggero. Deve essere come quei passi che hai fatto per salire con tanta determinazione, durante la trasmissione. Quando ti senti pronto, pensi di essere quasi arrivato. Non voglio che tu sia già arrivato alla fine della salita, ma sei tonico, ti senti tonico durante la salita.  

Giovanni: Prendo il ritmo  

Mylena: Hai già sentito che qualcosa che è cambiato?

Giovanni: soprattutto di testa!  

Mylena: È già diversa anche la voce parlata. Adesso ti chiedo di fare un piccolo passo in più, ripeto questo è l’approccio per te e per la tua particolare sensibilità. Chi è più tecnico, avrà un approccio diverso. Adesso che sei in questo momento, immagina di essere arrivato alla fine di questa montagna. Solo usando la voce, cerca di far risuonare una nota. Io preferisco usare la lettera U, perché mi piace molto. Centra questa nota dalla parte posteriore portandola in avanti sempre immaginando il diaframma che continua a fare la salita ma ora è arrivato. Unendo anche la soddisfazione di aver raggiunto questa montagna. La Tonicità è il segreto. Scegli tu la tua nota.  Ripetilo cinque volte, così tonifichiamo. Cerca di non schiarire nel mentre. Credici! Ora prova a dire una semplice, lentissima.  

Giovanni: You bring me Joy  

Mylena: Hai sentito la differenza? 

Giovanni: Direi!  Devo proprio lavorare sulla tonicità per la ripresa  

Giovanni: Posso riaprire gli occhi?  

Milena: Certo, l’unica cosa che ti dico è che alzi spesso le spalle. Quando inspiri, devi sempre e solo usare il diaframma: leggerissimo. Tutti pensano “spingiamo il diaframma”. No, devi sempre essere morbido. Chiaramente adesso devi tonificare. Quindi apertura e leggero rientro, il diaframma ha bisogno di carezze e con le carezze diventa forte come una roccia!
Quindi ti ho portato un po’ in Perù 

Giovanni: Ero in Equador. Quindi ammettendo, e lo sento già, che la voce, il mio timbro adesso è già cambiato  

Mylena: hai bisogno di vivere questa sensazione di risalita perché la voce, il diaframma, e tutto quello che ti è successo nella vita, e i tuoi fan lo sanno benissimo, ti ha schiacciato e quindi la forza di gravità ti ha portata verso si se, il che non va bene. Chiaramente quando poi abbiamo trovato un centro possiamo giocare su riprendere delle intonazioni più alte, ma lentamente, perché prima devi creare la struttura.

Giovanni: infatti la mia nota era abbastanza medio bassa, ma ora non la riesco a tenere per molti motivi. Perché è irritata, un po’ perché sentivo che c’è un vibrato strano: io di solito ho un vibrato ritmico perfetto. E ho perso anche quello!

Mylena: Quando le corde vocali subiscono quello che hai subito tu, quindi non esagero dicendo fosse una piccola ipotonicità, automaticamente la loro vibrazione perde di tono e ovviamente anche di elasticità. Elasticità è la parola chiave, sempre!

Giovanni: io l’elasticità mentale ce l’ho acutizzata proprio dalla mia esperienza di vita e dal mio lavoro.  

Milena: E l’elasticità sentimentale?  

Giovanni: anche! La cosa che mi manca e che adesso non ce l’ho più vocale. Cioè, quando mi accade che devo fare un concerto non ho problemi, ma in una situazione tranquilla, non riesco. Durante il concerto c’è l’adrenalina che ti arriva, c’è tutta una serie di fattori che combattono questo tipo di disturbo, come dicevi tu e da buon professionista, da vecchio lupo di mare, le onde riesco a cavalcarle.

Mylena: Bravo. Perché in quel momento, quando ritorni verso l’alto, ritornando questa energia, ritorna tutto. Tu hai detto che ti senti elastico a livello sentimentale e sicuramente lo sei, ma dal mio punto di vista quando c’è qualcosa che ti ferisce, tu lo accusi dieci volte di più del normale. Per fortuna il tuo pubblico ti da forza ed energia e tutti i cuoricini che vuoi durante le dirette su Facebook sono proprio quello di cui hai bisogno. Devi lavorarci sopra. Il concetto principale sul quale io lavorerei è proprio questo, quello di dare tonicità e ricredere totalmente anche nella positività dell’aspetto sentimentale  

Giovanni: in questo sta avvenendo. Ripeto vorrei che la voce seguisse questo percorso perché mi sembra che sia rimasta l’ultima ruota del carro e non vorrei che fosse così!  

Mylena: Non deve essere l’ultima ruota del carro! Chiaramente quando noi ci dedichiamo a un sentimento, a un’emozione, che sia un nuovo amore o quello che preferisci, ci porta via la testa e il cuore. Lavora anche sulla parte del diaframma, però l’aspetto fisiologico necessita della ripresa totale. Un po’ come se tu dovessi correre per amore. Una volta riusciresti a farlo senza problemi, però non saresti in grado di ripeterlo cento volte. Questa è la stessa cosa della voce perché essendo tutto muscolare, cartilagineo e via dicendo, ha necessità di tornare tonico, quindi l’emozione dà la carica iniziale, ma poi ci vuole chiaramente l’allenamento.  Se tu vai da Leo a Los Angeles e gli corri incontro felice non è un problema. Prova a ripeterlo 100 volte, come in una canzone mentre canti. Questo esempio è la spinta dell’aspetto emotivo, ma poi ti deve sostenere chiaramente tutto il corpo.  

Giovanni: Ti ringrazio perché questi  confronti, sembrano molto semplici, dato che vengono portati avanti da due persone che sono  un po’ nell’ambiente e si occupano specificatamente di psiche, emozioni e via dicendo, però in realtà solo molto profondi e di ispirazione per chi non usa l’emozione. Io, per esempio conosco, ho conosciuto nella mia vita anche recentemente, senza voler criticare, ma ci sono persone, come Leo, anche Roberto, ma anche lo stesso Ron, che è un amico di vecchia data, che fanno fatica, come dicevi tu, ad essere elastici emotivamente. O meglio lo sono in alcuni momenti, ma poi rientrano nel loro ruolo  

Mylena: Si rientrano nel loro guscio. Express Your Self. E’ veramente il modo più bello per vivere la vita a pieno e guarda caso se la vivi così, ti tornano indietro anche le cose che meriti.  Provare per credere!  

Giovanni: I always express myself! 

Mylena: è importante perché tante tante persone magari imparano, o comunque dicono di voler iniziare a cantare ad usare la mia voce, e si fissano solo sulla tecnica. Lavorano solo sulla parte celebrale e basta.

Giovanni: Io odio quando sento una voce tecnica. Io vedo dei morti, si inaridisce tutto e quindi secondo me, anche per fare una critica anche feroce rispetto al momento storico in cui noi viviamo oggi, si va verso una direzione totalmente contraria a quella che stiamo dicendo noi. In tutto quello che vediamo attraverso i media, i reality, gli altri vocal coach che vedi anche su YouTube. Ogni tanto mi capita che qualcuno mi contatta o mi arriva una pubblicità, ma è tutto basato su una tecnica fredda che non ti dà la possibilità di esprimerti. Questo non è soltanto durante una canzone, ma di esprimerti nella vita!

Milena: Oggi, tra l’altro si arriva anche a creare delle cose fin esagerate nel controllo delle corde vocali con macchine o altro. Questo proprio per soddisfare il concetto razionale di poter raggiungere suoni elevatissimi, suoni strani, suoni stravaganti. Poi però le corde vocali presentano il conto: ecco mi hai usato nel modo scorretto!

Giovanni: Non c’entra nulla, però è un po’ come l’ossessione della bellezza, dell’esteriorità e di un’esteticità che c’è oggi. Per forza devi avere quell’aspetto, devi avere quella staticità vocale. È tutto molto uniformato, tutto molto piatto. Invece io mi ricordo, avendo po’ più gli anni di te, che fino a quando ero piccolo tutta l’espressione artistica, lo dico per le persone che magari non si occupano di arte, era legata all’unicità. Chiaramente l’espressione artistica è legata al tempo in cui questa vive, ogni artista è figlio del suo tempo. Quando ero piccolo si lavorava una vita per essere unico, mentre oggi si lavora due, tre anni per essere uguale a tutti gli altri. È un controsenso!  

Mylena: E’ vero. In fondo quando abbiamo dei cantanti che ancora andiamo a guardare, anche se non sono  più giovanissimi, cos’hanno di più rispetto quelli moderni? Hanno quel quid, hanno quell’emozione, perché non hanno sviluppato soltanto il corpo come strumento tecnico, non devono dimostrare che raggiungono quella nota piuttosto che quel suono, e non si fanno del male per sodisfare l’ego.  Hanno invece completamente rispettato se stessi e hanno unito il corpo a quello che in realtà ci tiene in vita, che è la nostra anima. Qui possiamo disquisire dagli antichi Greci fino chissà quando, la nostra anima si unisce al corpo e ha la forza di mantenere di far esistere la sua espressività. Questo fa sì che l’anima e il corpo siano vere e proseguano, e il pubblico lo percepisce. Chi invece si ferma solo sul quell’ambito tecnico, poi finiscono.  Muoiono perché non hanno l’anima, l’hanno abbandonata.  

Giovanni: In infatti ancora oggi dico che la condizione di cantate è precaria nel senso che potrei sviluppare la mia artisticità e la mia emotività, ovviamente attraverso la voce, perché è uno strumento dotato di grande emozione, però cerco di allargare gli orizzonti anche perché l’età mi permette di poter restare più aperto a 360°. 

Mylena: Tra l’altro una cosa che potrebbe essere interessante. Negli Stati Uniti mi chiamano spesso per lavorare sulla Voice versus aging, l’invecchiamento della voce, perché si accorgono che con il tempo la vocalità cambia, la voce scende, anche senza avere nessun trauma. Dopo i 65 anni, cosa succede? Cambiano solo gli ormoni? Sicuramente subiamo un passaggio di cambiamento ormonale, ma un mio cliente di 65 anni, che adoro tantissimo, dopo un po’ di fatica per fargli comprendere il mio insegnamento, e non è stato facile, mi ha detto questa frase che secondo me è fondamentale: “tu mi hai insegnato”, lo dico tra virgolette perché io non insegno niente, tutto è già dentro di noi, io mi limito a riportarlo alla superficie. Poi continua dicendo “Adesso ho capito che voce corrisponde ad energia”, tu mi hai ridato la mia voce e con esser è ritornata la mia energia e mi sento più giovane di 10 anni!” È tornato a giocare a tennis! Tutto questo è vero perché la nostra voce è una vibrazione.  

Giovanni: bisogna che venga con Leo e faccia una capatina!

Mylena: Altrimenti vengo io a Los Angeles, che è anche meglio. Boston è bella fredda!  

Giovanni: si può prendere un weekend dove io bendo Leo per fargli una sorpresa e lo sbendo dove dico io, scegliamo una location, un posto, mi piacerebbe tanto parlare insieme a Leo e a te anche perché io e lui parliamo di queste cose. Fin da subito c’è capitato di parlare di queste cose come con te, quindi potrebbe essere utile.  E’ stato bello fare questa chiacchierata, quasi una lezione, un incontro lezione, che proseguirà a questo punto virtualmente perché tu riparti  

Mylena: Si io riparto il 15 giugno, poi tu sarai a LA e magari questa estate vengo ad a trovarti.

Giovanni: speriamo perché conto di tornare a LA!  Sono felice! Ti posso dare un abbraccio?  Grazie te di questo incontro bellissimo: quando le anime si somigliano, si pigliano  

Mylena e Giovanni: Salutiamo! Ciao!

Mylena: Tra l’altro una cosa che potrebbe essere interessante. Negli Stati Uniti mi chiamano spesso per lavorare sulla Voice versus aging, l’invecchiamento della voce, perché si accorgono che con il tempo la vocalità cambia, la voce scende, anche senza avere nessun trauma. Dopo i 65 anni, cosa succede? Cambiano solo gli ormoni? Sicuramente subiamo un passaggio di cambiamento ormonale, ma un mio cliente di 65 anni, che adoro tantissimo, dopo un po’ di fatica per fargli comprendere il mio insegnamento, e non è stato facile, mi ha detto questa frase che secondo me è fondamentale: “tu mi hai insegnato”, lo dico tra virgolette perché io non insegno niente, tutto è già dentro di noi, io mi limito a riportarlo alla superficie. Poi continua dicendo “Adesso ho capito che voce corrisponde ad energia”, tu mi hai ridato la mia voce e con esser è ritornata la mia energia e mi sento più giovane di 10 anni!” È tornato a giocare a tennis! Tutto questo è vero perché la nostra voce è una vibrazione.  

Giovanni: bisogna che venga con Leo e faccia una capatina!

Mylena: Altrimenti vengo io a Los Angeles, che è anche meglio. Boston è bella fredda!  

Giovanni: si può prendere un weekend dove io bendo Leo per fargli una sorpresa e lo sbendo dove dico io, scegliamo una location, un posto, mi piacerebbe tanto parlare insieme a Leo e a te anche perché io e lui parliamo di queste cose. Fin da subito c’è capitato di parlare di queste cose come con te, quindi potrebbe essere utile.  E’ stato bello fare questa chiacchierata, quasi una lezione, un incontro lezione, che proseguirà a questo punto virtualmente perché tu riparti  

Mylena: Si io riparto il 15 giugno, poi tu sarai a LA e magari questa estate vengo ad a trovarti.

Giovanni: speriamo perché conto di tornare a LA!  Sono felice! Ti posso dare un abbraccio?  Grazie te di questo incontro bellissimo: quando le anime si somigliano, si pigliano  

Mylena e Giovanni: Salutiamo! Ciao!