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È possibile scegliere le nostre emozioni?

È possibile scegliere le nostre emozioni?

Nell’era moderna ci viene sempre più spesso insegnato come ovviare ad una situazione imprevista, che sia gradevole o spiacevole, attraverso l’uso della mente e dell’intelletto. Non bisogna però dimenticare che l’intelletto, il nostro cervello, è uno strumento al nostro servizio e non viceversa. Questo significa essenzialmente due cose: la nostra essenza, la nostra anima, e il nostro pensiero sono due cose distinte. E cosa ben più importante, non siamo venuti al mondo per essere schiavi del nostro pensiero, ma per sperimentare sulla nostra pelle qualcosa che il pensiero non può né generare, né gestire: le emozioni.

Se vi siete informati su questo argomento avrete sicuramente trovato l’idea che va per la maggiore, ovvero: “Non possiamo scegliere le nostre emozioni, ma possiamo decidere come comportarci“, oppure la sua diretta antagonista “È possibile controllare le proprie emozioni attraverso la meditazione“. Entrambe queste soluzioni prevedono l’uso della mente, del pensiero, per interagire con le emozioni. Nel primo caso si cerca di imporsi un piano d’azione e lottare contro le emozioni, nel secondo caso semplicemente ci si impone di non porre l’attenzione sulle emozioni. Entrambe queste soluzioni prevedono di ignorare le emozioni, creando nel primo caso disturbi della personalità, nel secondo caso degli Zombie. Chiaramente c’è un’altra via per affrontare questo problema: La Via della Voce.

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Da Busto a Boston. Insegnando il potere della voce

Da Busto a Boston. Insegnando il potere della voce

Il successo mondiale di Milena Origgi, inventrice dell’Inborn voice

La voce fa il suo giro intorno al mondo. Strumento potentissimo che abbatte confini e fa superare limiti: ne è convinta Milena Origgi (nella foto), la vocal coach dei manager tanto da essere diventata riferimento con un enorme successo con i corsi organizzati dagli Alumni della Bocconi. Considerano il suo metodo un communication soft skill.

Quando il mondo non era ancora così travolto e stravolto dal potere dalla voce, la bustocca dalla voce celestiale ma con note potenti, ha inventato il suo metodo, l’Inborn voice. Origgi è stata una visionaria perché pochi, pochissimi erano così attenti a questo potere di cui tutti subiamo anche involontariamente il fascino. E ora che il numero di persone letteralmente impazzite per i podcast è in continua crescita e addirittura c’è un social network – Clubhouse – che si basa sul suono e parole che articoliamo, la potenza della voce assume un ruolo ancora più importante. È evidente che ci abbia visto giusto, questa professionista che prima ha fatto impazzire i sudditi di sua maestà la regina d’Inghilterra, tanto da aprire uno studio a Londra, per poi volare negli Stati Uniti, dove ora vive, a Boston, e che prima che la pandemia la fermasse fisicamente, girava il mondo diffondendo il potere della voce.

«Perché la voce non tradisce, non mente. Ha un potere che va oltre il razionale». Ne è convinta davvero Mylena vocal coach – questo è il suo nome d’arte – diventata mentore di centinaia di allievi ovunque. Del resto basti pensare quanto ormai usiamo la voce: per la gioia di chi manda messaggi di 10 minuti alla Tommaso Paradiso di Felicità Puttana – oppure la schiera di appassionati degli assistenti hitech vocali Alexa e Siri.

Il messaggio della Vocal coach – alla prova dei fatti ha ragione – è che con la voce si arriva ovunque, basta non mettere limiti. E la prossima volta che penserete al sogno americano o a un giro del mondo, alla bellezza di trasmettere emozioni, pensate alla voce di questa donna che ha creduto in sé stessa e nel suo dono. Per tutti quelli che non si accontentano e sono capaci di parlare, ascoltare e ascoltarsi.

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Si può davvero convincere chiunque a fare qualunque cosa?

Si può davvero convincere chiunque a fare qualunque cosa?

Esistono alcune persone che la pensano davvero così. Solitamente sono persone squallide o manipolatrici, quindi quest’arte è qualcosa che ha davvero senso imparare? Insomma, la “persuasione” è da considerarsi come un’abilità utile o solo una via per ingannare la gente?

Beh, tutto dipende dal significato che attribuite alla parola “persuadere” e dall’etica del preparatore che avete di fronte. Certo è possibile imparare tecniche capaci di influenzare il modo in cui le persone, persino le masse, pensano. Non si tratta di tecniche che considero etiche e che sicuramente non vi porteranno da nessuna parte. Riuscire a “controllare” le menti più deboli non è qualcosa di cui andare fieri. Sono tecniche che si basano sull’ipnosi, sulla NPL o variazioni di queste due. Sono tecniche che non vi porteranno mai a fare carriera, a fare affari o a crescere figli sani, perchè il presupposto è incontrare menti deboli. Questo non ha nulla a che fare con il mio lavoro di Vocal Coach, almeno non è quello che io insegno ai miei allievi.

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La differenza tra recitare una parte ed essere se stessi

La differenza tra recitare una parte ed essere se stessi

Normalmente ogni mese ricevo circa un migliaio di email da parte di persone che cercano da me semplici consigli, impossibili soluzioni o vere e proprie disperate richieste di aiuto. Solitamente ricevo email da parte di chi crede esistano soluzioni “immediate”, da persone più mature che invece hanno compreso l’importanza della voce e vogliono dare una svolta positiva alla loro vita e carriera, oppure da persone che semplicemente sono incuriosite da “Inborn Voice” e vogliono sperimentare in prima persona. Purtroppo nel mese di maggio e di giugno di quest’anno, le email di richiesta d’aiuto sono esponenzialmente cresciute in numero, sintomo di qualcosa di grave e di pericoloso. Quando ricevo questo tipo di richieste, cerco sempre di offrire il mio supporto, ma in questo caso è importante fare un passo avanti e avvisare tutti della situazione.

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Personal Brand, Bespoke Vocal Coaching e Inborn Voice

Personal Brand, Bespoke Vocal Coaching e Inborn Voice

Oggi esce una mia intervista che tratta un’argomento che mi sta molto a cuore, ovvero quello che viene definito come “personal brand” nel gergo attuale. Si intitola “Mylena vocal coach, personal brand da comunicare a piena voce” In realtà il mio lavoro è legato a doppio filo con l’idea di “impronta personale” da più di 20 anni, non a caso tutti i miei workshop di vocal coaching sono intitolati “L’identità e la voce”. Persino le Università più prestigiose hanno riconosciuto in me la pioniera e l’esponente di spicco, capace di collegare il mondo della voce al mondo del business.

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