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Quando è bene stare in silenzio e quando è meglio parlare?

Quando è bene stare in silenzio e quando è meglio parlare?

L’essere umano è stato dotato dell’incredibile super potere del libero arbitrio, ovvero può scegliere tra più possibilità di azione. Come sempre, un grande potere comporta grandi responsabilità. 

Una delle decisioni quotidiane che si compie in continuazione riguarda proprio la voce, ovvero se parlare o se stare in silenzio. Chiaramente quando si decide di parlare poi occorre anche decidere cosa dire, quando si decide di stare in silenzio, poi occorre anche accettarne di buon grado tutte le conseguenze.

Questo argomento è talmente importante che praticamente a tutti i più grandi pensatori è stato attribuito qualche aforisma a riguardo. Ad esempio Oscar Wilde è rimasto famoso per il suo “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”, Blaise Pascal per il suo “In amore un silenzio vale più di un discorso”, ma quella che preferisco è di Jean Paul Sartre “Ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio pure.

Nella mia esperienza trentennale di Vocal Coach ho aiutato persone tendenzialmente silenziose a dar voce alle loro emozioni e ho persone un po troppo chiacchierone a dare ascolto alle loro emozioni. Nel mio libro La via della Voce parlo più volte del Silenzio: se ci si ferma ad ascoltarlo per bene, è tutt’alto che privo di interesse o di musicalità. Tanto è vero che Miles Davis soleva dire “La vera musica è il silenzio. Tutte le note non fanno che incorniciarlo”. 

Quindi come fare a capire quando è bene stare in silenzio e quando invece è opportuno parlare, per spiacevoli che queste due situazioni possano essere?

Chi mi conosce sa che non possono esistere risposte “standard”, ovvero che vadano bene per tutti, però posso rassicurarvi: esiste un semplice indicatore che vi può aiutare a comprendere quale scelta compiere. Dato che nella comunicazione verbale, come in tutte le altre relazioni umani, raramente viene concessa una seconda opportunità per parlare, per spiegare o per esprimersi. È quindi indispensabile imparare questa sottile “arte” un poco alla volta, anche grazie al mio supporto di Vocal Coach. 

Questo miracoloso indicatore che può aiutarvi in questa scelta amletica siamo noi stessi, grazie alla nostra Inborn Voice. Detto così sembra semplice, ma in realtà solo noi possiamo sapere, istintivamente e inconsciamente, perché scegliamo se parlare o tacere. Le motivazioni fornite dalla nostra logica possono essere le più disparate, ma io parlo di motivazioni che rispondono a un differente stato di coscienza, ovvero provengono dalle emozioni. A volte si parla solo per chiarire a noi stessi un pensiero, altre per riempire il silenzio. A volte si sta zitti perché si temono le conseguenze delle parole dette, altre per assaporare l’intensità di un momento.

Come ho detto prima, quale che sia la scelta, si dovranno affrontare delle conseguenze. E anche se alla parte logica non ci importa nulla delle conseguenze, queste accadranno comunque e influenzeranno la parte emozionale. 

La maggioranza delle persone che aiuto soffre dell’incapacità di comunicare agli altri il proprio pensiero per paura di un’emozione negativa correlata ad uno specifico tipo di conseguenza. Eppure stando in silenzio o riempiendo il silenzio con frasi di circostanza o discorsi in vano, altre conseguenze ricadranno nella nostra vita. Non si ha modo di sapere se saranno peggiori le conseguenze di una scelta piuttosto che l’altra. 

Ad esempio se si sceglie di volere parlare, magari per convincere una persona amata di una propria idea, si rischia di incrinare per sempre la propria relazione. Se si sceglie di stare in silenzio per evitare di incrinare il rapporto, si rischia di tenersi dentro qualcosa che pian piano ci consumerà dall’interno. Nessuna scelta è semplice, bisogna imparare ad ascoltare se stessi e il proprio silenzio interiore per riuscire a compiere quella migliore. Infatti non tutti i mali vengono per nuocere, infatti a volte le conseguenze più temute sono proprio quelle che riescono a dare una svolta alla propria esistenza.

Quindi, in definitiva, il miglior consiglio che posso darvi è quello di essere egoisti e di scegliere pensando con la vostra testa e ascoltando la vostra Inborn Voice.

Che cosa significa parlare sinceramente?

Che cosa significa parlare sinceramente?

Parlare sinceramente è qualcosa di tanto semplice quanto complesso. Sicuramente i bambini piccoli sono sinceri, almeno fino a che non gli viene insegnato a mentire. In La via della Voce ho sviscerato profondamente quello che intendo per “mentire”, per cui vi invito ad approfondire l’argomento leggendo il libro.

In questo contesto è meglio indagare il significato di sincerità, infatti spesso si da per scontato cosa realmente significhi. Non vuol dire altro che “interamente puro”, ovvero “interamente senza mescolanza”. Si sta esprimendo l’idea di qualcosa che sia composto tutto della stessa sostanza. Ad esempio un gelato alla crema è “sincero”, un variegato all’amarena no, perché oltre alla crema contiene anche lo sciroppo d’amarena.

Quindi parlare sinceramente, in qualche modo non implica per nulla il “dire la verità”. Non impedisce di raccontare una menzogna, non richiede di parlare “con il cuore”, non richiede autenticità o compassione. Queste sono tutte fantasie, visioni parziali e limitate di una realtà molto più complessa.

Per parlare sinceramente basta avere un’idea ben chiara ed essere in grado di comunicarla senza che si intrometta null’altro all’interno del messaggio.

Nella mia esperienza più che trentennale di Vocal Coach incontro sempre più spesso persone e allievi che fanno esclusiva affidamento a manuali e a libri, senza considerare neanche la necessità o la possibilità che esista anche dell’esperienza pratica.

Questo è esattamente quello che insegno agli attori nei miei workshop di Los Angeles, New York e Milano: per “recitare” un’emozione bisogna essere sinceri. Ovvero non basta provare l’emozione, ma bisogna riuscire ad esprimere solo quell’emozione. Se a quell’emozione, sempre se si è capaci di suscitarla, si aggiunge qualcosa d’altro, come la preoccupazione, l’ansia, i vuoti di memoria o altro, non si potrà mai essere sinceri.

Questo è il motivo per cui occorre l’aiuto di un vocal coach, infatti sebben altre discipline insegnino a controllare le emozioni, solo un valido vocal coach, non uno qualunque, può insegnare a riconoscere quali e quante emozioni vengono trasmesse recitando. Senza un addestramento specifico sulla propria vocalità è veramente difficile essere oggettivi e riconoscere quando si sta “mentendo” a se stessi.

Imparare a controllare la voce, riuscire ad essere sinceri, può aiutare anche le persone normali, non solo i professionisti della recitazione, della politica, del commercio o della finanza. Il mio lavoro è aiutare le persone a ritrovare la propria inborn voice, ovvero l’unica voce realmente “sincera” all’interno di ognuno di noi.