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Quando è bene stare in silenzio e quando è meglio parlare?

Quando è bene stare in silenzio e quando è meglio parlare?

L’essere umano è stato dotato dell’incredibile super potere del libero arbitrio, ovvero può scegliere tra più possibilità di azione. Come sempre, un grande potere comporta grandi responsabilità. 

Una delle decisioni quotidiane che si compie in continuazione riguarda proprio la voce, ovvero se parlare o se stare in silenzio. Chiaramente quando si decide di parlare poi occorre anche decidere cosa dire, quando si decide di stare in silenzio, poi occorre anche accettarne di buon grado tutte le conseguenze.

Questo argomento è talmente importante che praticamente a tutti i più grandi pensatori è stato attribuito qualche aforisma a riguardo. Ad esempio Oscar Wilde è rimasto famoso per il suo “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”, Blaise Pascal per il suo “In amore un silenzio vale più di un discorso”, ma quella che preferisco è di Jean Paul Sartre “Ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio pure.

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Che cosa significa parlare sinceramente?

Che cosa significa parlare sinceramente?

Parlare sinceramente è qualcosa di tanto semplice quanto complesso. Sicuramente i bambini piccoli sono sinceri, almeno fino a che non gli viene insegnato a mentire. In La via della Voce ho sviscerato profondamente quello che intendo per “mentire”, per cui vi invito ad approfondire l’argomento leggendo il libro.

In questo contesto è meglio indagare il significato di sincerità, infatti spesso si da per scontato cosa realmente significhi. Non vuol dire altro che “interamente puro”, ovvero “interamente senza mescolanza”. Si sta esprimendo l’idea di qualcosa che sia composto tutto della stessa sostanza. Ad esempio un gelato alla crema è “sincero”, un variegato all’amarena no, perché oltre alla crema contiene anche lo sciroppo d’amarena.

Quindi parlare sinceramente, in qualche modo non implica per nulla il “dire la verità”. Non impedisce di raccontare una menzogna, non richiede di parlare “con il cuore”, non richiede autenticità o compassione. Queste sono tutte fantasie, visioni parziali e limitate di una realtà molto più complessa.

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