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  • Mylena Vocal Coach intervistata da Valeria Robecco

Probabilmente avete già avuto modo di leggere sui giornali o di ascoltare al telegiornale dello scorso evento che ho tenuto a New York per presentare la mia professionalità e il mio libro all’intera Città.

Sono stata scelta da Learn Italy Communication USA, agenzia culturale di primaria importanza negli Stati Uniti, come primo testimonial dell’Eccellenza Italiana nel Mondo durante un evento organizzato presso Urbani Truffle, indiscusso leader nell’industria dei tartufi Italiani.

L’evento avrebbe dovuto essere presenziato da Francesco Semprini, inviato de La Stampa a New York, ma dato che lui e il suo fotografo sono stati vittima di un increscioso episodio in Siria, dove erano in missione per un reportage (il fotografo è stato ferito ad un occhio, lui incolume), il suo posto lo ha presto Valeria Robecco, giornalista de Il Giornale e dell’ANSA, nonché neo presidente dell’associazione giornalisti all’ONU.

Durante l’evento Valeria mia ha posto domande molto interessanti che mi hanno portato a parlare della mia storia, spiegare il mio metodo e raccontare del mio libro. Ho avuto anche l’onore di ricevere due domande da Maria Luisa Rossi Hawkins, celeberrima inviata Mediaset a New York.

Presente all’evento anche il vice segretario del Comitato Generale Italiani all’Estero, la Dottoressa Silvana Mangione, che ha anche tenuto un piccolo intervento per complimentarsi con me.

L’intero evento è stato coperto per la Televisione Italiana da RAI Italia, ecco il link all’intervista a Mylena Vocal Coach trasmessa dalla RAI.

Ecco il video integrale dell’intera intervista realizzata a New York.

Ecco la trascrizione integrale dell’intervista a Milena Origgi:

Massimo Veccia:
Buonasera a tutti!
Si sente?
Bene, bene.
So Good Evening everyone.
I’m sorry I’m gonna speak more Italian than English
Bonne soirée a toutes les personnes Francophones, c’est juste une
Do il benvenuto a voi tutti, ai nostri studenti, ai nostri docenti, in parte dei quali sono già qui, un paio di altri li stiamo ancora aspettando: sono un po’ in ritardo per via del meteo.
Io sono molto contento di essere qui e saluto Valeria Robecco, saluto Milena Origgi, la nostra ospite di oggi.
Saluto Maria Luisa Rossi Hawkins, saluto la dottoressa Silvana Mangione e saluto tutti i nostri collaboratori a vario titolo, incluso ovviamente il nostro GianMarco Capogna.
Vorrei dire il mio GianMarco perché ormai siamo diventati quasi una cosa sola!
Quindi vi ringrazio per essere qui!
Oggi inauguriamo un percorso nuovo sul quale Learn Italy sta lavorando da un po di tempo, che si chiama “Talenti in rete”.
Talenti in rete lo inauguriamo con Milena Origgi, che conosco da cinque sei anni, ci siamo incontrati a Milano qualche anno fa.
Milena fa un lavoro particolare, è una Vocal Coach.
Vi spiegherà lei stessa, insieme a Valeria, come lo fa, cosa fa, cosa vuol trasmettere, come può anche essere d’aiuto a moltissime persone.
Ieri sera ci siamo siamo fatti una bellissima chiacchierata, molto interessante!
Voglio ringraziare Sabrina Notarnicola, una mia amica d’infanzia peraltro, e Urbani che ci ospita oggi.
Voglio ringraziare RAI international, o RAI Italia come si dice oggi per la copertura televisiva.
Vi presento quindi Valeria Robecco, che una giornalista de Il Giornale di Milano e di ANSA.
Recentemente è stata eletta come Presidente dei corrispondenti alle Nazioni Unite, quindi complimenti!
Maria Luisa Rossi Hawkins è un volto famosissimo di Mediaset, molti di voi la conoscono già per la sua rubrica “Stelle a strisce” che io seguo moltissimo quando sono in Italia.
Ogni volta che posso mi sintonizzo su Mediaset e guardo Maria Luisa con le sue incursioni sulla politica italo-americana.
Io lascerei direttamente la parola a voi dopo avervi ancora una volta ringraziato per essere qui!
Oggi inizia un percorso, un altro percorso di Learn Italy, che ci porterà ad avere prossimamente nuovi incontri. Naturalmente sarete aggiornati con puntualità su tutte le nostre attività sui nostri prossimi progetti.
Spero che al termine la Dottoressa Mangione vorrà dire due parole.
Lo vedremo dopo, in base a come saranno le carte in tavola.
A voi Valeria e Milena!

Valera Robecco:
Benvenuta e grazie grazie!

Mylena Vocal Coach:
Buonasera a tutti!

Valera Robecco:
Per me un piacere essere qui per questa chiacchierata con con Milena Origgi.
Milena è una delle massime esperte internazionali nel campo del Vocal Coaching ed è la fondatrice del metodo Inborn Voice, che poi ci spiegherà.
Ha oltre venti anni di esperienza tra lezioni, workshop, ritiri in tutto il mondo e si dedica anche alla formazione online, infatti vanta ad oggi oltre diciassettemila sessioni di vocal coaching via Skype.
Oggi è anche l’occasione, lo vedete qui vicino a me, per presentare il suo nuovo libro “la Via della Voce”, che è uscito in Italia nel duemiladiciotto dopo il grande successo del suo primo libro che ha venduto oltre diecimila copie.
In “la Via della Voce”, Milena cerca di spiegare come l’interazione tra le vibrazioni della voce e la vita di tutti i giorni sia l’unico segreto necessario per raggiungere la realizzazione personale.
Il libro è stato tradotto anche in inglese e con il titolo “The Way of the Voice” ed è stato pubblicato lo scorso settembre in tutto il mondo.
Quindi Milena, prima di tutto raccontaci un po la tua storia. Come sei arrivata dove sei oggi?

Mylena Vocal Coach:
Allora la mia storia parte non tanto tempo fa. Parte qualche tempo fa.
Sono nata a Busto Arsizio. È una città che porto con orgoglio per quanto io dica che sono di Milano, altrimenti qui negli Stati Uniti non è facile comprendere dove si trova in Italia.
Busto Arsizio è una città che ha dato i natali a personaggi famosi come Mina e a molti altri importanti. È la città famosa per essere rinata dalle sue ceneri, come la fenice, e questo fatto mi rappresenta pienamente!
A Busto Arsizio ero già una bambina prodigio, almeno così dicevano le persone che mi circondavano e già verso l’età di sei anni mi occupavo del coro della chiesa, ero la solista e pochi anni dopo, verso gli otto/nove anni mi trovavo già a consigliare agli adulti su cosa dovessero fare per cantare meglio all’interno del coro della chiesa
Strano?!
Questo poi mi ha portato a continuare ad amare profondamente la mia voce, non solo nel canto, ma molto di più.
Da Busto Arsizio poi ho deciso di spostarmi progressivamente per studiare questo mio amore per la voce, per me così importante quindi ho viaggiato per tutto il mondo, ho studiato tantissime discipline diverse.
Dalle discipline orientali fino a discipline un pochino più “tecniche”, se vogliamo.
Da Busto Arsizio poi mi sono spostata a Londra. Ho aperto Inborn Voice a Londra e successivamente sono arrivata a Boston, circa tre anni fa. E oggi siamo a New York.

Valera Robecco:
In cosa consiste il tuo metodo Inborn Voice?
È un percorso che riguarda soltanto i professionisti di settore quindi attori, cantanti, doppiatori e politici, oppure è un percorso che può intraprendere chiunque?

Mylena Vocal Coach:
È un bellissimo percorso perché può essere intrapreso da chiunque.
Perché?
Perché tutti parliamo e tutti comunichiamo, non solo con la voce!
È un percorso che funziona per tutti, ed è molto importante dirlo: non è soltanto per quelli specializzati del settore!

Valera Robecco:
In cosa consiste?
Spiegaci un po meglio

Mylena Vocal Coach:
È parecchio complesso spiegare il metodo, ma cerco di semplificarlo.
È un metodo che come imprinting più importante ha di rimuovere tutto quello che di sbagliato c’è nella nostra voce, nel nostro modo di usare la voce.
Fin da quando apprendiamo a parlare da bambini, non solo se seguiamo qualche corso per impostare la voce, ma già fin dalla tenera età.
Tutti gli altri vogliono immettere nozioni, insegnare nuove cose, nuove teorie, nuove tecniche, nuovi esercizi.
Inborn Voice, no!
Con Inborn Voice il protagonista siete voi, non sono mai io.
Il mio metodo mira a togliere, rimuovere, a liberare tutto quello che c’è dentro.
Gli errori vengono rimossi e viene liberata questa “Inborn Voice”, che in realtà è la nostra essenza primaria.

Valera Robecco:
Ecco tu tieni lezioni private, workshop e ritiri in tutto il mondo.
Qual è la differenza tra loro per una persona che si vuole approcciare al tuo percorso?
Come come può scegliere una via, piuttosto che un’altra?

Mylena Vocal Coach:
Devo dire che i miei siti Internet (www.lezionidicanto.com e www.inbornvoice.com) presentano già le diverse opzioni in modo molto chiaro.
Solitamente le persone già scelgono da lì.
Ogni percorso, che possa essere un retreat, un workshop, una lezione privata, una lezioni di gruppo, una lezione online, una lezione vis à vis, è già riconoscibile al primo approccio.
Rispetto sempre la richiesta del mio cliente.
A chi non ama l’online non farò la lezione online.
Chi invece vuole soltanto una toccata e fuga, quindi provare cos’è il metodo Inborn Voice, si iscrive ai workshop, e poi sceglie se proseguire.
Chi invece vuole immergersi completamente nel metodo Inborn Voice si iscrive in un retreat. Chi invece sceglie un percorso più serio, più impegnativo, perché è anche più determinato, segue delle lezioni costantemente.

Valera Robecco:
Parliamo dell’online. Tu hai fatto tantissime lezioni online!
I tuoi clienti come si approcciano alle lezioni online e come ti approcci tu a loro?
Non avendo un rapporto vis à via con la persona che che sta facendo lezione, riesci ugualmente a trasmettere quello che vuoi e loro riescono a trasmetterlo a te?

Mylena Vocal Coach:
Quando ho iniziato il percorso online è stato sicuramente qualcosa di complesso, soprattutto iniziando dall’Italia. Anche se mi trovavo a Milano, città all’avanguardia.
Uno, per la connessione a Internet, che ovviamente non era velocissima.
Due perché i miei clienti mi dicevano “dove va questa Vocal Coach? Va all’estero! E io devo continuare online? Non posso credere che sia la stessa cosa!”
All’inizio c’è stato qualcuno che ha scelto di non continuare le lezioni perché l’idea l’online era davvero lontana.
Oggi lavoro quasi dodici ore al giorno e l’online mi da le stesse identiche soddisfazioni del vis à vis, di persona, perché è un’arte che ho affinato col tempo.
Quando rientro a in uno dei miei studi, ad esempio a Milano, gli allievi che mi hanno seguito online e mi trovano di fronte di persona, fanno questo gesto bellissimo
(Guardano se c’è uno schermo)
E questo mi dice tutto!

Valera Robecco:
I tuoi clienti vengono da diversi settori professionali, oltre che da tutto il mondo.
Cosa ti chiedono più frequentemente?
Qual è l’obiettivo che sperano di raggiungere lavorando insieme a te?

Mylena Vocal Coach:
Anche in questo caso divido le tipologie di clienti
Ci sono i clienti “sognatori”, quelli che vogliono tutto.
Vogliono una bella voce, calda, importante, con le giuste pause.
Vogliono non avere mai paura, essere uno degli speaker migliori del mondo!
Ecco: li fermo un attimo e dico loro “è possibile, ma ci vuole tempo, la moneta di scambio più complessa”
Allora si fermano, comprendono e rispondono “va bene mi voglio concentrare su questo”.
Le richieste spaziano dall’interpretazione, che possa essere il cantante, l’attore, il doppiatore, fino ad arrivare al businessman, che deve preparare discorsi o deve presentare il suo lavoro agli azionisti o ad una platea. Ci sono persino persone che si occupa di politica, ma per me le persone più interessanti sono quelle che mi dicono: “io mi sono perso e so che qualcosa dentro di me continua a parlarmi. Non è la mia testa!”
C’è qualcosa di più profondo:è la loro Inborn Voice!
Questo è il mio cliente prediletto!

Valera Robecco:
Hanno quindi la pazienza di intraprendere un percorso, che può essere più o meno lungo, per raggiungere l’obiettivo che si sono prefissati?
Oppure ne trovi qualcuno che vorrebbe tutto e subito?

Mylena Vocal Coach:
Sì, quando sono arrivata qui il “Tutto e Subito” era una specie di marchio.
Tutto e subito! In quanto? In dieci lezioni, cinque lezioni?
Io rispondo sempre in cinque lezioni otterrai questo, in dieci lezioni otterrai questo, in trenta lezioni otterrai anche questo.
La cosa interessante è che alcuni fanno una sola lezione ed è per loro è sufficiente!

Valera Robecco:
Anche qui in America lo accettano?
Voglio dire se è più frequente che è una persona voglia raggiungere il tutto il più velocemente possibile qui negli Stati Uniti?

Mylena Vocal Coach:
Sì, li aiuto ad individuare chiaramente cosa vogliono, ma spesso mi basta poco, una lezione, cinque lezioni, dieci lezioni e capiscono da soli dove devono andare e cosa devono fare.
Qualcuno si è anche scoraggiato all’inizio, perché occorre essere molto determinati.
Poi col tempo è ritornato.
Io sono del segno dello scorpione, tutto ritorna.
Dopo due anni mediamente chi ha interrotto mi telefona e dice: “ma senta non è che per caso posso ricominciare…”
Perché pensano che io porti del rancore
Assolutamente no!
E si prosegue. Il metodo Inborn Voice, qualora venga momentaneamente sospeso, perché la persona deve, non mi piace dire “digerire” perché non è carino, però “interiorizzare” qualcosa, può benissimo avere un momento, un attimo di stasi, di crisi.
Io adoro la filosofia. Arriva sempre quell’attimo nel quale la crisi va superata, con un po’ di sforzo, ma quando ritornano si riparte assieme. Non si riparte da zero, ma dove sono realmente arrivati nella loro crescita espressiva.
Questa è una mia caratteristica alla quale tengo molto. Infatti ho chiesto a Massimo Veccia di evidenziare nella locandina di questo evento, perdonami se ti ho interrotto nel respiro, il fatto che mi considero un artigiano. Io porto alta la bandiera dell’Italia per la sua tradizione artigianale, per quanto il mio metodo stia espandendosi in tutto il mondo! Forse la parola “artigiano” comincia ad andarmi un po’ stretta. In realtà per me essere minuziosa, l’attenzione dei dettagli, è come bere un bicchiere d’acqua. Non ne sono orgogliosa, ma ne sono profondamente felice perché è il dettaglio che fa la differenza!

Valera Robecco:
Perché la voce è così importante per la propria realizzazione personale?
Per la propria affermazione personale, non soltanto nel lavoro, ma proprio per una questione privata, per sentirsi bene con se stessi?

Mylena Vocal Coach:
La nostra voce, per quanto alcuni pensino che il primo mezzo comunicativo sia il nostro corpo, e in parte lo è, riesce a fare una magia: arriva direttamente nell’inconscio.
Non ad un inconscio che si può gestire, razionalizzare.
No. Come anche la musica, arriva in un punto così profondo, intimo, che quando lo raggiunge riesce a far esplodere tutti i nostri colori.
Se una persona ha delle problematiche sociali, comunicative, ad esempio lavoro anche con coppie, con genitori, con bambini, con ragazzi, quando riescono a comunicare quella meravigliosa musica che hanno dentro, è una cosa fantastica!
Ecco perché è così importante la nostra voce! Questo accade solo attraverso la voce, il corpo non può!
Il corpo è, come per un violino, la struttura. La voce è come quando le corde cominciano a vibrare, e toccano dei tasti veramente importanti. Questo ci porta a riuscire a relazionarci con gli altri più facilmente, ma soprattutto a relazionarci con le persone che suonano la stessa musica!
Il resto è tempo sprecato!

Valera Robecco:
Ecco, visto che menzionavi genitori, figli, bambini, quanto è importante la voce di un papà o di una mamma per un bambino?

Mylen Vocal Coach:
I miei occhi fanno un cerchiolino.
Tantissimo, tantissimo!
Mi permetto di fare un esempio, non privato, perché non citerò la persona. Mi sono ritrovata davanti un uomo di sessanta anni, al quale era stato detto quando era bambino “stai zitto!”. Questa persona ha passato tanti anni in psicanalisi e non è mai riuscito ad esteriorizzare i suoi sentimenti.
Oggi, chiaramente è un mio allievo, dice “Mi hanno detto di stare zitto, ma grazie a questa Inborn Voice, io ho deciso anche di urlare!”.
È stata una lezione catartica se vogliamo.
Ora è svanita tutta quella tortura interiore di quando si viene zittiti da qualcuno proprio nella propria espressione personale.
Non mi dilungo oltre, però lascio un piccolo input.
Sono una persona che segue tantissimo la medicina alternativa, legata alla quantistica, alla vibrazione: una voce interrotta, un giorno riusciranno a misurarlo, crea dei danni incredibili proprio a livello cellulare. Prima o poi arriveranno a dimostrarlo.
Io lo vedo tutti i giorni!

Valera Robecco:
Parliamo un attimo del tuo libro. Il tuo secondo libro che è qui: “La Via della Voce”
Di che cosa tratta?

Mylena Vocal Coach:
Questo è un libro che non solo in Italia, ma soprattutto in America hanno definito “weird” – “strano”.
Cos’è? Si aspettano esercizi, si aspettano il “la la la”, si aspettano la respirazione, si aspettano le pause.
No!
“the Way of the Voice” è un libro che affronta il mondo della voce a livello quantistico, fisico, matematico, vibrazionale. Perché tutto è vibrazione!
Eleva la voce a questo sguardo e per di più tratta di situazioni filosofiche, di situazioni religiose e dimostra, come c’è poi nel piccolo sottotitolo, quanto la nostra voce, il suono della nostra voce, nasconda un segreto.
Quindi è molto originale, come lo è il mio cognome. Io credo nel risonanze, il libro parla di risonanze: il mio cognome è Origgi: “originale”

Valera Robecco:
Una persona che legge il tuo libro, in che modo si sente arricchita?
Che cosa può trovare nel tuo libro?

Mylena Vocal Coach:
Allora ti do due feedback che ho ricevuto più volte.
Il primo è “ho letto il primo capitolo, meraviglioso!, ma del secondo capitolo non ho capito nulla!”
Benissimo! Rispondo sempre che verrà il momento in cui, leggendo il secondo capitolo, comprenderanno.
Qualcun altro invece dopo la lettura del libro, non solo ha migliorato già la sua voce, ha cominciato a prendersene cura con un’attenzione diversa, ma ha compreso che forse la strada che aveva intrapreso non era quella “risonante”. Molti poi mi hanno contattato per un aiuto.

Valeria Robecco:
Nel corso dei tuoi oltre venti anni di Vocal Coaching, nella tua carriera, quali sono state le sfide, i momenti magari difficili?
Ci sono stati dei momenti in cui hai pensato “forse se tornassi indietro farei le cose in maniera diversa”?
Se ci sono state, ovviamente

Mylena Vocal Coach:
Ho riflettuto e rifletto ancora in questo momento su questa domanda.
Difficoltà: tantissime!
Sono stata la prima Vocal Coach italiana a portare un metodo di formazione vocale all’estero, specialmente negli Stati Uniti.
Mi ripeto: complesso!
Questa è stata una delle difficoltà più grandi, ma come scrivo nel mio libro: era il mio destino!
Quindi ogni se mi chiedono:
È stato difficile?
No!
È stato faticoso?
No!
C’è voluta determinazione?
Sì, e soprattutto coraggio!
Forse l’unica cosa, e sarà sempre la stessa, che è stata la difficoltà più grande ed è tutt’ora la difficoltà più grande, è stare lontana da casa!
Perché io amo follemente la mia famiglia e questa è la cosa che mi manca di più, ma per il resto tutto è possibile e tutto è dentro di me, scorre come un fiume in piena!
Scorre con questa facilità!

Valera Robecco:
Qual è stato invece il momento o i momenti più belli?
Quello in cui hai detto “ho scelto veramente la mia strada e tutto quello che ho fatto è valso la pena, perché in questo momento sento che va tutto bene”?

Mylena Vocal Coach:
Allora questo è uno di quei momenti!
Proprio in questo momento!
Quando mi hanno detto “Sì, può venire gli Stati Uniti”, è stato un altro momento importante.
Quando guardo i miei clienti sorridere, rinascere, rivivere, quelli sono i momenti più importanti!
Io non sono la protagonista, lo sono sempre i miei clienti, i miei allievi, i miei adepti, le persone che ascoltano e seguono la loro Inborn Voice.
Si espande costantemente!

Valera Robecco:
Cosa è cambiato, se è cambiato in te qualcosa, da quando sei arrivata negli Stati Uniti?
Da quando hai iniziato anche a vivere questo paese, che ha sicuramente tanti lati positivi ma presenta anche tante sfide? Un paese diverso dall’Italia per tante cose, che però credo che possa anche arricchire una persona. È cambiato qualcosa in te?
Ti ha arricchito sia professionalmente, sia personalmente?

Mylena Vocal Coach:
Arrivare qui per me è stato come tornare a casa.
La prima volta negli Stati Uniti, a New York, è stato quando avevo sedici anni.
Quindi ero minorenne. I miei genitori non erano contentissimi, ma ci sono voluta venire ugualmente e per me è stato come tornare a casa!
Mentalità diverse? Sì
Modi di agire diversi? Sì
Si lavora di più? Sì
Però era esattamente quello che io ero già a Milano, niente di diverso.
Come se io mi fossi riunita con quello che ero.
Quindi sicuramente arricchita, sicuramente soddisfatta, ma ancora di più, fusa, completamente, con la mia vera identità.

Valera Robecco:
Tu sei partita dall’Italia, sei passata per Londra e sei arrivata negli Stati Uniti.
Prossimi progetti o prossimi traguardi che che ha in mente o che vorresti raggiungere?

Mylena Vocal Coach:
Gli Stati Uniti sono sempre stati il mio paese per eccellenza, quello che mi rispecchia, quindi probabilmente non mi fermerò qui a New York, ma sarà il mio centro più importante.
Invece con i miei Retreat, con i miei workshop e tutto il resto, io continuerò spostarmi nel mondo. Dalla Nuova Zelanda alle Fiji, ho tutto già sul mio sito Internet con i miei retreat. Ad esempio alle Hawaii, tutti posti che ho già visitato, ma che voglio rivivere, perché non l’ho detto prima, ma è scritto nel mio libro, tutto quello che porto oggi qui, in questa intervista e a voi, è una persona che è andata in tanti posti del mondo, non come turista, ma come bambina curiosa dei suoni degli autoctoni.
Dal congelarmi con gli Inuit in Alaska, fino ad “trasformarmi” in una Maori, con dei tatuaggi!Quindi New York per me non è un punto di arrivo, ma è un Hub, perché gli Stati Uniti rispecchiano molto bene il concetto di espansione che ho io.
Ma Inborn Voice non si fermerà qui. Continuerà sarà presente, me lo auguro, nei posti più importanti del mondo perché c’è un messaggio che voglio dare oggi ed è un messaggio che veramente questo lavoro porta a far star bene, non solo chi impara ad usare la voce, ma anche chi ascolta parlare chi lo usa. Oggi come non mai abbiamo bisogno, non solo di comunicare con le parole anche con i fatti. Soprattutto in questo mondo vibrazionale! Basta solo che ci guardiamo, basta solo che tu parli, che io parlo e già sta succedendo qualcosa a livello vibrazionale: è una vera e propria musica!

Valera Robecco:
Di tutti questi posti in cui hai avuto occasione di andare per i tuoi Workshop, per i tuoi Retreat, ce n’è uno in particolare che ti ricordi, diciamo per un motivo che ti ha lasciato qualcosa che porterai con te per sempre?

Mylena Vocal Coach:
Sono tanti, non dico tutti, perché non sono tutti.
Forse uno dei posti più importanti è stata la Nuova Zelanda con il concerto dei Maori, perché loro ancora cantano le leggende e le storie, in un modo meraviglioso. Scacciano i demoni con i loro occhi!
Quindi questo mi piace molto!
E poi posso aggiungere il Giappone, perché mi rappresenta come concetto di “educazione”.
Potrei stare ore a parlare di questo, però se mi chiedi in questo momento dove mi sento più collegata: la Nuova Zelanda, assolutamente!

Valera Robecco:
Torniamo alla voce, che è il motivo per cui siamo qui a parlare con te.
Quanto è importante la voce per diventare un leader?
Non solo per la propria affermazione personale, ma anche per l’affermazione nella professione che che una persona sceglie.
Mi riferisco ad un leader non solo nel campo della politica, ma anche nel campo del business, nel campo della recitazione: in generale insomma.

Mylena Vocal Coach:
Per un leader la vocalità e essenziale. Quando tu mi hai chiesto dei miei clienti, non ho citato i “leader”, ma molti di loro sono leader! Sono businessman, leader del loro settore.
È importantissima e fondamentale perché fa comprendere chi è e cosa sta dicendo, nel momento in cui parla.
C’è un elemento ulteriore che occorre ad un leader. Il mio Must è: mai copiare. Mai!
Imitare la vocalità di un altro, le pause di un altro, fa “finto”, non funziona.
L’originalità è quella che conta, quella che arriva.
Un’altra cosa sempre importante per quanto riguarda i leader, è che devono sempre considerarsi come il capo di un’orchestra.
Tra i miei clienti ho avuto una fashion stylist, che lavora con un marchio importante, ovviamente su Milano. Lei mi ha detto “io sono qui perché quello che dico al mio staff, non arriva”.Le ho fatto comprendere che lei è il maestro d’orchestra e solo usando la voce può riuscire nel suo intento. Solo con la voce!

Valera Robecco:
Menzionavi una stylist, quindi una donna.
Per le donne avere una voce potente, una voce importante, quanto quanto conta nella propria carriera? Nell’affermarsi professionalmente e anche personalmente?

Mylena Vocal Coach:
Le donne, mediamente, quelle che io conosco, l’errore più grande che commettono è quello di impostare la loro vocalità su una vocalità simile a quella dei maschi.
Pensano, generalmente si pensa, che solo una voce maschile sia adatta alla direzione.
Io dico a queste donne: “tu sei donna e devi essere anche leader, cerchiamo diffondere questi due elementi”.
Grazie a me ritrovano la sensualità di una donna, l’attenzione di una donna. L’emotività di una donna non può mancare altrimenti è finta!
La donna non si impone!
C’è un bellissimo film, non so se lo posso citare, però è “il mio grosso, grasso, matrimonio Greco”. Non so se avete presente la scena, qui dicono di sì! Io lo adoro, non so quante volte l’ho visto. La moglie del papà della protagonista, Gus mi sembra, dice: “L’uomo è la testa, ma la donna e il collo!” e fa girare lei, la testa dove vuole!
Noi donne abbiamo un arte in più e dobbiamo usare quell’arte, attraverso la nostra voce
E qui abbiamo conferma!
Dobbiamo usarla, non possiamo sostituirla perché non siamo uomini.
Siamo donne!
Ma, non siamo il sesso debole. Abbiamo delle armi molto più potenti in alcuni casi.

Valera Robecco:
E la presenza, non soltanto nel senso il muoversi mentre si parla, ma anche la presenza fisica, quanto conta?

Mylena Vocal Coach:
Anche qui ti rispondo che la presenza fisica non deve mai essere copiata da un qualcun altro.
Deve essere personale e, soprattutto nel mio metodo, la presenza fisica è fusa in maniera perfettamente sintonizzata, con il corpo. Quindi una persona che ha determinate pause, avrà determinati movimenti in quelle pause. Non possiamo dissociare il corpo e la voce. Per me sono uniti. Come la voce è unita all’emozione.
Chi dice che la voce può diventare senza emozioni, non farle trasparire, ha già perso in partenza!

Valera Robecco:
Ti è capitato di conoscere persone che magari avessero una voce importante, una voce rilevante e magari che fossero anche dei bravi oratori, ma a cui mancasse qualcosa?
Magari non erano in grado di trasmettere emozioni, a livello di empatia, quello che dovevano insomma comunicare al proprio pubblico?

Mylena Vocal Coach:
Allora Valeria, una domanda complessa, perché mi è capitato sì, ma voglio mettere un appunto
Come ho spiegato prima ci sono diversi livelli, quindi se io ho una bella voce per me, per la maggior parte delle persone è bella o interessante.
Alcuni miei allievi dicono “quella persona una voce bellissima, lo vada a sentire”
No. Mi accorgo che non è così bella qui, ecco porto Inborn Voice a favore di una capacità di acculturarsi su come definire una voce
Non è solo un concetto antico legato al suono e alla musica della voce, c’è molto di più, quindi può esserci qualcuno che fino a quel punto arriva, comunica, ma poi vuole più empatia, e allora ci deve lavorare!
Ma l’empatia, la passione, altre sfumature, sono ben più complesse!
Non significa che non è un buon oratore: è un oratore per me al cinquanta per cento!
Gli manca l’altro cinquanta per cento!
Certo che per una persona che non è un oratore neanche al cinquanta per cento l’altro è una divinità!
Chiaro? Riesco a far capire come non c’è una risposta unica: c’è una risposta suddivisa.
Io lavoro con una persona che presenta a Cupertino, quindi non faccio altri nomi, questa persona che proprio chiesto questo.
“io non ho problemi per parlare, per presentare, nell’essere oratore. Ma mi sono accorto che manca questo. lo voglio di più anche se dicono sono bravo”
Ho risposto, “benissimo!
Hai scelto la persona giusta!”
Ovviamente gli stringo un pochino le morse perché mi diverto

Valeria Robecco:
Senti visto che sono sicura che avranno tante domande dal pubblico e curiosità da chiederti,
vorrei chiederti un ultima cosa anzi, in realtà due!
Cosa pensi della voce del presidente americano Donald Trump?
O forse non solo della voce, ma anche insomma del modo di porsi.

Mylena Vocal Coach:
Mi fermo alla voce!
Ho avuto modo, ovviamente non l’ho ancora conosciuto di persona, ma ho avuto modo di soffermarmi sul video del dibattito che poi ha avuto con Hillary Clinton.
La voce di Trump comunica moltissimo
Teniamo presente che in quel dibattito dal mio punto di vista lui è stato contenuto
Quindi non c’era completamente tutta la parte della person, contenuto per ovvi motivi socio-politici
Quella è televisione, e via dicendo.
Il primo passaggio si vede immediatamente come Trump, è leggermente impacciato, e questo vuol dire che era emozionato
Viveva un’emozione
Successivamente la voce, ripeto cerca di essere un po contenuta, per quanto si vede che il respiro vorrebbe mettere più elementi e in questo dibattito lui dice due parole che mi hanno colpito moltissimo al quale è stato in grado di dare uno slancio preciso e quindi ci crede
Partiamo dal presupposto che per me se sai dare il giusto slancio secondo il mio metodo è garantito che tu quelle parole le vivi.
Una era “Potential” e sono convinta che ci creda, l’altra era “We”.
Non ha detto “Io”, ha detto “noi” e questo mi è piaciuto molto

Valera Robecco:
Visto che insomma abbiamo menzionato il dibattito con Hillary Clinton e anche per una questione di par condicio, parliamo di Hillary, quindi della voce di Hillary cosa ne pensi?

Mylena Vocal Coach:
La voce di Hillary è una voce completamente differente, ho avuto la sensazione immediata di una persona che si stava ripetendo la lezione di fronte allo specchio quindi di un mondo circolare su se stessa.
In un momento poi del dibattito avrete tutti notato che c’è una persona del pubblico che le fa una domanda.
Non c’è stata nessuna sintonizzazione sonora/vibrazionale della voce di Hillary alla domanda della persona del pubblico, vuol dire che non l’ha nemmeno considerata.
Non ho sentito nessuno “we” e la voce tendenzialmente monotona.
Mi spingo un po’ oltre
Ricorda la voce, mi permetto di dirlo perché molti clienti nel settore, un po’ di uno psicanalista. Colui il quale per professione deve contenere le emozioni

Valera Robecco:
Pensi che diciamo un lavoro come come quello che tu fai con le persone che vengono da te, potrebbe aiutarla forse a creare un po più di empatia perché diciamo, questo è una mia opinione personale, ma insomma avendo avuto modo e Maria Luisa più di me, di vederla durante la campagna elettorale decisamente non è una persona che riesce a creare un rapporto di vicinanza, neanche con gli elettori. Quando parla sembra sempre molto distaccata.
Pensi che potrebbe diciamo servirle un percorso di questo tipo per cercare di avvicinarla un po più alla sua platea, oppure quando il carattere è in un certo modo diventa difficile modificarlo?
A modificare l’approccio, l’atteggiamento?

Mylena Vocal Coach:
Io raramente parlo di carattere, è una delle nostre scuse: “Questo è il mio carattere”
Io dico che c’è una bellissima parola che divide in due la parola “carattere” ed è “volontà”.
Se una persona vuole arrivare al suo pubblico vuole arrivare alla sua platea, vuole arrivare al suo popolo, può!
Anche se ha sessantacinque anni.
Ho clienti di sessantacinque anni che oggi mi dicono “Hey, la voce energia! Sono tornato a giocare a tennis mi sono ripreso le mie cose, non dico che mi sono ricresciuti i capelli però tendenzialmente la voce energia!
Quindi la mia risposta è sì

Valera Robecco:
Io potrei continuare ancora per ora però vorrei dare vorrei dare la possibilità anche a qualcuno a del pubblico di chiedere a Milena quello che desidera
Qualcuno ha una domanda precisa?

GianMarco Capogna:
Sono Gianmarco, io sono molto felice.
Noi abbiamo fatto una chiacchierata ieri sera con Milena e Valeria per ascoltare un po’ in anteprima e siamo rimasti tutti molto piacevolmente colpiti anche per la modalità con cui Milena è riuscirà a farci entrare nel mondo, nel suo mondo, che poi non è necessariamente così facile, chi non sceglie di approcciarsi ad un Workshop, una lezione, un incontro, e quindi non è predisposto in quel senso, ad ascoltare anche una storia e/o a capire qual è la sua storia
Quindi la sua voce, la sua Inborn Voice
Io sono rimasto piacevolmente colpito, la capacità di Milena è quella di rendere accessibile il discorso sulla voce, sulle potenzialità che ognuno di noi ha Nell’esprimersi, nell’ascoltare se stessi, nel riuscire ascoltando se stessi anche a relazionarsi con gli altri, perchè poi a questo serve la comunicazione, la voce, il linguaggio e secondo me sono veramente molto interessanti.
Io ti ho ascoltato molto e come diceva Massimo l’inizio, sono anche molto felice che questo nuovo filone e la progettualità di Learn Italy, che spazia tra la formazione e la promozione di talenti, abbia già inugurato un corso nuovo proprio con Milena
Proprio perché la nostra idea di promuovere talenti dell’eccellenza Italiana non è solo il talento eno gastronomico, culinario, che magari è quello che più facilmente si lega alla nostra tradizione italiana, ma è anche storia di cultura, di esperienza, di professionalità diffusa e anche particolare, che hanno quindi costruito un’esperienza
Sono Start-up, sono persone emergenti per il tipo di lavoro che fanno per il contributo che portano, in questo caso negli Stati Uniti e nel resto del mondo anche per un contributo di visione generazionale
Quindi io ti ho ascoltato con estremo piacere e credo che sia molto interessante questo discorso, perchè tocca tutti perchè tutti dobbiamo in qualche modo comunicare, in qualche modo abbiamo la necessità di relazionarci con le altre persone quindi sapere, essere consapevoli del nostro strumento voce, delle nostre possibilità è secondo me fondamentale

Massimo Veccia:
Dico due cose io.
Il fatto che Gianmarco abbia espresso così bene il concetto mi fa pensare, che poi tra l’altro lui è dentro più di me in questa organizzazione, è stato lui che ha organizzato tutto questo grande evento, che è una bellissima risonanza sia negli Stati Uniti che in Italia proprio in queste ore insomma già da un po di giorni e ce l’avrà nei prossimi giorni!
Quindi che lui stesso abbia detto queste parole mi convince ancora di più dei passaggi giusti che stiamo facendo, dei passi che stiamo facendo so bene quanto lavoro c’è stato dietro, perché l’ho indicato io, ma in realtà è lui che lo ha portato a compimento, quindi bravo!
Io ho un dubbio come mai la nostra dottoressa Mangione, vice segretario generale del CGIE, non ha detto nulla?

Silvana Mangione:
Eccomi!

Massimo Veccia:
Mi preoccupava questa cosa

Silvana Mangione:
Sono piccola, così che vedete tutti quanti.
Una marea di reazioni!
Posso darti del tu?

Mylena Vocal Coach:
Assolutamente!

Silvana Mangione:
Una marea di reazioni, perché?
La prima cosa “chapeau”! e va beh questo è ovvio, dato per certo, fine della trasmissione
La seconda cosa che mi ha fatto pensare è che siamo tutti quanti abituati quando pensiamo alla comunicazione, a pensare ai contenuti della comunicazione e non alla forma nella quale la comunicazione avviene perché ci coinvolge in certe situazioni e in altre no e perché certe volte ci convinciamo che ci sia stato comunicato qualcosa di meraviglioso quando in realtà i contenuti non ci sono, ma c’è questa capacità di porgere come si diceva nei tempi antichi ed antiquati che però rimane sempre una delle tecniche che possono salvare la mancanza delle cose che tu stavi descrivendoci.
Quindi la prima reazione a caldo è questa.
La seconda è voglio leggere il tuo libro immediatamente perché si comincia stasera poi domani pomeriggio ti interrogo quando vi vediamo in Consolato, perché è un dato di fatto!
La terza è ho notato, qui torno alla tecnica per un attimo, perché il parlare in pubblico è una cosa di una delicatezza di una importanza ed è un tale dovere farlo nella maniera giusta perché se tu comunichi ad una platea, che ti ascolta ed è impressionabile qualche cosa di sbagliato nella maniera giusta o qualcosa di giusto, di interessante, nella maniera sbagliata, hai tradito te stesso, ma prima ancora chi ti sta ascoltando e la “famosa”, io rendo molto più piccolo il concetto della “vibrazione”, ma la vibrazione che si riesce a stabilire quando manca uno dei due pezzi diventa pericolosissima diventa pericolosissima ed è una cosa della quale parlavamo anche con le ragazze durante il corso le nostre meravigliose studentesse
C’è un’altra cosa ancora e c’è il discorso dell’umiltà con cui parlare agli altri perché ognuno di noi ha fatto un percorso di conoscenza e quindi due o tre mini certezze, non esageriamo, le grandi certezze non esistono, ma mini certezze le abbiamo raggiunte
L’umiltà del raccontare in un modo che non faccio diventare la mia mini certezza in qualcosa di scolpito nella pietra, che devi imparare copiare immediatamente, che questo ti dà certezze di qualche genere, non è vero la nostra mini certezza può essere soltanto uno spunto per il pensiero di chi ci sta ascoltando e quindi può essere un mini regalo, sempre una cosa piccola, un inizio di cosa, un regalo che può portare l’altra persona a ragionare se determinate cose e poi a restituirci un ragionamento arricchito dall’altro che ha ascoltato, ha sentito, ha percepito attraverso la nostra umiltà nel porgere
Ti ringrazio infinitamente

Maria Luisa Rossi Hawkins:
Io avrei due domande:
La prima è, io sono convinta che a seconda della lingua usata dalla persona che parla, che comunica, cambia non solo tono, sfumatura, ma anche personalità.
La stessa cosa detta in italiano è completamente diversa se viene detta, espressa, in Inglese.
Lei nella sua professione di Voice Coach, cambia il suo modo di apprendere, insegnare e di trasformare la voce del suo cliente, a seconda della lingua?

Mylena Vocal Coach:
Assolutamente sì!
C’è uno studio prima da parte mia ovviamente se la cultura è molto lontana, devo ovviamente conoscere la cultura, ma il suono, ecco perché io ho viaggiato tantissimo ascoltando proprio la parte autoctona di ognuno di questi popoli perché mi hanno dato una chiara vibrazione che quando mi arriva una persona che ha quell’origine, io so già che ha quella vibrazione quindi quella cultura, perché la cultura arriva in seguito ad una vibrazione in seguito a dove viviamo.
Ogni paese ha un motivo.
Gli Stati Uniti hanno tanti elementi naturali che condizionano la lingua degli Stati Uniti
Quando mi dicono “l’inglese negli Stati Uniti ha poche parole, sono povere”
Come mai?
Può essere vero. Come mai?
Perché è talmente vasto questo paese che se dovessero fare un trattato per dire qualche cosa qualcuno si sarebbe perso nel deserto qualcun altro si sarebbe disperso da qualche altra parte
Quindi è immediato che il messaggio arrivi soprattutto quello di bisogno
Quindi la risposta esatta è questa sì io devo conoscere, ma Inborn Voice ha la capacità di rendere universale il messaggio
Però ovviamente io devo dare un lavoro di conoscenza, legato prima al suono e alla vibrazione della lingua di cui stiamo parlando.

Maria Luisa Rossi Hawkins:
La seconda domanda è rivolta a lei nello specifico come terapeuta, perché in inglese si dice “to find one voice”, che significa trovare se stessi.
Non significa solo parlare bene o comunicare.
Quanto il processo di una persona che vuole parlare, vuole trovare se stessa, segna lei come terapista.
Quanto il processo di insegnare ad una persona segna lei come terapista?

Mylena Vocal Coach:
Profondamente!
Profondamente.
È come riuscire a prendere un diamante grezzo e farlo brillare!
Rimane per me fondamentale, ripeto io non sono la protagonista, io sono una messaggera
Quindi questo messaggio, quando la persona riesce a comunicare, a raggiungere, ecco il termine Voice Guru, quindi andiamo nella parte più spirituale, profonda e interna, automaticamente io ho un riflesso bellissimo, un grande appagamento perché ha arricchito anche me, ma soprattutto perché vedere le persone ,non solo felici, sarebbe una parola troppo “easy”, appagate, è il mio lavoro, tra virgolette.

Valeria Robecco:
Ti vorrei chiedere un’altra cosa un’altra cosa anch’io che mi ha ispirato un po quello che dicevi tu prima di Trump, “we” e “non we” e un po’ quello che diceva Silvana.
Quanto è stato difficile, se ti è successo di trovare una persona che è venuta da te, un tuo cliente che magari era aveva una certa presenza è un buon oratore ma era troppo concentrato o concentrata su se stessa

Mylena Vocal Coach:
Intendi un egocentrico?

Valeria Robecco:
Si, o che comunque che capita nel nostro mestiere capita in tanti mestieri no quando tu dici sempre io, “I”, invece che magari parlare al plurale, capita se sei il presidente di una società
Se sei il CEO di una società a volte ci si sente rassicurato quando una persona utilizza il “we” invece che “io”?

Mylena Vocal Coach:
Quando capita questo siccome per fortuna non so per quale strano motivo non è sicuramente un motivo razionale ripeto nuovamente il mio allievo, il mio cliente, la persona che arriva da me, è il protagonista, se lui inizia con un “io”, “I”, “I”, “I” finisce brevemente perchè io non replico mai con un “io”
Quindi lui dopo circa un quarto d’ora si rende conto e dice “ma lei?” e diventa un “noi”

Valeria Robecco:
Bello!
Grazie a tutti, ma sopratutto grazie a Milena perché penso ci abbia insegnato tanto, non solo del suo metodo, ma che forse ci fa capire qualcosa di meglio di noi stessi quindi veramente grazie per questa chiacchierata!

Mylena Vocal Coach:
Grazie Mille!

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