Vocal Coaching US/UK/AU
+39 0331/1816160
  • Qual è il miglior modo di aiutare chi ha problemi?

Qual è il miglior modo di aiutare chi ha problemi?

Il lavoro di Vocal Coach è sempre molto interessante e molto spesso, quando un allievo è riuscito a liberare la sua voce, mi ricontatta perché questa scoperta lo porta a volere “aiutare gli altri”.

Qui si apre una sorta di dilemma amletico perché chi non vorrebbe aiutare gli altri? Tutte le persone buone di cuore sentono l’istinto di aiutare il prossimo, il problema è che non sanno come fare. Prima di analizzare questo aspetto, forse è meglio fare una digressione e cercare di capire da dove e perché nasce questa nuova spinta altruista.

Quando una persone scegli di lavorare un poco più in profondità sulla sua voce attraverso il metodo Inborn Voice e il mio aiuto, nel giro di qualche settimana si accorge che la vita, per come la conosceva prima, smette di esistere. Pian piano, una passo alla volta, finalmente riesce a fare quello che sembrava impossibile: riesce a comunicar agli altri. L’uso consapevole della voce consente l’affiorare dei suoi sentimenti, delle sue paure ed dei suoi punti di forza.

Questo sembrerà poco, ma in realtà è tutto quello che occorre per cambiare radicalmente la propria vita, per iniziare a svegliarsi. Spesso le persone non sono consapevoli di avere  difficoltà espressive, sono quai sempre convinte che siano gli altri a “non capire”. Durante la loro vita hanno imparato, un’esperienza dopo l’altra, che è estremamente difficile ottenere una collaborazione o instaurare un rapporto duraturo. Col tempo imparano anche a rassegnarsi. Ad un certo punto smettono persino di interagire con gli altri: alcuni scelgono di “lamentarsi” di tutto, altri preferiscono soffrire silenziosi.

Come ho spiegato nel mio libro, La via della voce, molte di queste persone insoddisfatte della loro situazione vengono irretite da quelle che definisco discipline onirizzanti ed entrano a far parte di “gruppi” omogenei di persone convinte che sia possibile trovare una “cura”, una soluzione al di fuori da se, facendo o condividendo qualcosa all’interno di un gruppo. Il gruppo è certo quello che cercano, ma anziché costruirne uno adatto alla propria realizzazione di vita, se ne fanno andare bene uno preconfezionato. Altre persone, forse più fortunate, intuiscono che la soluzione va ricercata in profondità, all’interno e cercano di apprendere qualche disciplina che li aiuti all’introspezione. 

Anche se non tutti lo sanno, il mio lavoro di Vocal Coach è un po questo. La voce umana, quella vera, l’Inborn Voice, nasce nelle profondità più recondite dell’animo. Quando riesco a fare rifiorire la loro voce, le persone scoprono quello che andavano cercando era sempre stato sotto il loro naso, ovvero “la bocca”, la voce. E la loro vita cambia. Cambia perché dove prima ottenevano un rifiuto, ora ritrovano una conferma. Dove prima nasceva una lite, ora si costruisce serenità. Dove prima le porte rimanevano chiuse, ora riescono a riconoscere il portone già spalancato che stava li in bella vista. A seconda della determinazione e della persona, i risultati possono essere più o meno eclatanti, come potete vedere dalle video testimonianze che ho sul mio sito.

Sono estremamente felice quando una persona, grazie al mio lavoro, smettere di credere  che non ci siano più speranze di migliorare la propria vita, che sia lavorativa, sentimentale o sociale. E sono ancora più felice quando decide di volere condividere con gli altri questa loro “scoperta”, aiutando di fatto altre persone.

Qui è dove qualche volta nascono confusioni. Per qualche strano motivo, qualcuno che ha scoperto i benefici del mio lavoro, una nuova vocalità efficace, sceglie di non condividere con gli altri il mio lavoro. Mi tiene nascosta, come una cosa preziosa, non vuole che i sappia cosa sia stato a far sbocciare la loro vita e in qualche modo cercano da me consigli come fare per aiutare in prima persona gli altri. Il risposta che lascio sempre loro è semplice. Cosa ha portato loro la scelta di voler tenere nascosta la loro voce, i loro sentimenti, le loro aspettative? Solo sofferenza e una vita insoddisfacente. Tenendo soppressa la felicità di voler gridare al mondo “è possibile migliorare la propria vita lavorativa”, “è possibile avere relazioni sentimentali soddisfacenti” o “è possibile migliorare la propria vita sociale”, non si costruirà nulla di buono. Il modo più semplice per condividere con gli altri i risultati è quello che hanno già appreso da me, grazie al mio lavoro di vocal coach. Basta semplicemente dire agli altri “Ascolta, anche io prima ero simile a te, poi ho scoperto la mia voce grazie a Mylena Vocal Coach e la mia vita ora è quella che vedi”. Saranno poi gli altri decidere se e come contattarmi per iniziare un percorso assieme. L’idea di volerli aiutare in prima persona è qualcosa di meritevole, ma sono pochissime le persone che mi chiedono come si possa diventare una vocal coach del metodo Inborn Voice.

Questo succede non solo grazie al mio lavoro, ma in tutte le discipline che in qualche modo smuovono lo stato delle cose e portano una persona a vivere la voglia di gridare al mondo che, dopo tante sofferenze, hanno finalmente trovato una qualche soluzione. L’errore non è quello di volere aiutare gli altri in modo attivo, in prima persona, ma quello di pensare che tutti gli altri abbiano lo stesso nostro problema o che la nostra soluzione sia universale. Ogni mio cliente vede solo una piccola sfaccettature del mio lavoro di Vocal Coach, quella che più serviva a loro. Non riescono a comprendere quanto in realtà il mio lavoro sia più complesso di dare qualche esercizio, che ogni esercizio è stato costruito sulle loro problematiche, che 100 clienti diversi avranno 100 esercizi diversi. Quando lo scoprono, ben poche persone sono disposte a “studiare” un argomento così ampio per così tanti anni. 

Quindi il modo migliore per aiutare una persona è quello di condividere con lei l’idea che sia possibile cambiare, che ci si è riusciti grazie all’aiuto del lavoro di una professionista ben specifica. Se si ha la lavastoviglie che non funziona, si chiama un tecnico. Se si incontra una persona che lamenta il malfunzionamento della propria lavastoviglie che si fa? Ci si mette a smontarla o si consiglia chi ha risolto il nostro problema?

Lascia un commento