Molte persone vivono credendo di essere forti, ma nel profondo sentono che qualcosa disturba la tranquillità. Si svegliano ogni giorno con la consapevolezza di un malessere profondo, con la sensazione di dover continuare a mantenere la loro credibilità. Ma la verità è che questa sofferenza non nasce dall’essere deboli o sensibili, ma dal continuare a fingere di essere forte.
Fingere di essere qualcosa che non è parte di noi, è un po’ come indossare un’abito davvero troppo stretto. A lungo andare, un poco alla volta, tende a rendere il tuo respiro più corto. Quello che credi dimostri sicurezza, in realtà agli altri spesso dimostra solo la tua paura di mostrarsi vulnerabile, di fallire, di deludere le aspettative altrui.
Come Mylena Vocal Coach scrive nel suo libro La Via della Voce, la paura è una bugia che la mente ripete così tante volte da credere che sia la verità. In realtà una menzogna, con il tempo, costruisce un’identità rigida, prevedibile e facile da spezzare per chiunque si fermi un secondo ad ascoltare la tua voce.

Viviamo circondati da rumore. Non solo, ne vogliamo sempre di più. Perdiamo tempo ad osservare la vita degli altri attraverso i social piuttosto che a vivere la nostra. Il rumore di cui parlo non sono solo suoni, ma anche pensieri, emozioni e molto altro. Messaggi continui che ci suggeriscono chi dobbiamo essere, come dobbiamo vivere, cosa dovremmo desiderare.
Crescendo, non si sa bene quando, smettiamo di ascoltare la nostra Inborn Voice, la frequenza portante che ci contraddistingue, e anziché portarla nel mondo, iniziamo ad ascoltare e a riproporre il rumore esterno. Pian piano smarriamo il contatto con noi stessi e costruiamo un’identità artificiale, basata sulle aspettative e sul bisogno di appartenenza.
È allora che la vita perde direzione. Le giornate sembrano tutte uguali, le relazioni si svuotano. Tutto appare sempre uguale. Alcuni fortunati percepiscono un lontano eco della propria Inborn Voice che dice “Non è questa la mia strada.”. È una sorta di inquietudine interiore, ovvero un invito a tornare se stessi.
Ritrovare la propria Inborn Voice non richiede una tecnica specifica, non è qualcosa legato alla mente, ma è un atto di presenza, ovvero legato alle emozioni. Imparare ad essere significa imparare ad ascoltarsi prima di parlare, riconoscere le proprie emozioni prima di reagire, scegliere prima di decidere. Se vogliamo parlare in termini più spirituali è un processo di liberazione da ciò che non ci appartiene.
Nel metodo Inborn Voice, si va ben oltre la tecnica vocale per parlare con sicurezza e per comunicare con chiarezza la propria identità. Per chi lo desidera, a livello più profondo, c’è molto di più. Uno degli aspetti più trasformativi è proprio quello di imparare ad “accordarsi” alla propria Inborn Voice. Ognuno di noi nasce con una vibrazione unica, la sua Inborn Voice, ma nessuno ci insegna a riconoscerla e a coltivarla. Ecco cosa è il riallineamento vocale Inborn Voice. Solo in questo modo si può trovare la chiave del benessere, della fiducia, e dell’autenticità.
Quando la mente smette di distrarsi per non ascoltare il silenzio, l’anima si apre all’ascolto e l’Inborn Voice ritrova lo spazio per uscire. Il corpo, la respirazione, l’energia tornano a essere allineati. Da questa nuova armonia nasce chiarezza, ovvero la direzione della tua vita diventa chiara come un faro all’orizzonte.
Non ogni pensiero merita la tua attenzione. La mente è golosa, ma distratta. Allo stesso modo non ogni emozione richiede un’azione. Alla mente non piacciono le emozioni perchè sono più rapide del pensiero e non riesce a gestirle. Occorre imparare a lasciar scorrere ciò che arriva, come l’acqua piovana in una grondaia. A trattenere il superfluo ci si appesantisce e si tende a lasciar scorrere sempre di meno.
Questo atteggiamento, che può apparire come una forma di distacco, in realtà è quello che in oriente chiamano consapevolezza. Il libero arbitrio, di cui tanto si parla e poco di pratica, è scegliere su cosa focalizzare l’energia, su quale frequenza risuonare. Solo imparando a utilizzare la mente per quello che è, ovvero uno strumento, si può dirigere in modo consapevole la propria identità.
La prima scelta, quella di riaffermare ogni giorno, è quella di ascoltare la propria Inborn Voice e lasciare scorrere il rumore del mondo. La prima ti riporta alle tue origini, l’altra ti porta sempre più lontano da te stesso.
L’importante è comprendere che ascoltare la propria Inborn Voice non è un esercizio. Significa ritrovare la bussola interiore che hai sempre avuto ma hai dimenticato di usare. Quando la riconosci, tutto cambia:
Ascoltare la propria Inborn Voice è un atto d’amore verso se stessi.
È smettere di rincorrere ciò che non serve e lasciare emergere la propria verità più profonda. È capire che la voce che senti bussare da dentro non è un fastidio né un dubbio: è la tua anima che desidera essere ascoltata, accolta, onorata.
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